Papa Leone XIV sui santi carmelitani

Papa Leone XIV propone Teresa di Gesù e Giovanni della Croce come guida per illuminare le notti del nostro tempo

Nel suo primo discorso in Spagna, il Pontefice ha evidenziato l’attualità della spiritualità carmelitana come risposta alle sfide, alle polarizzazioni e alle incertezze della società contemporanea.

Papa Leone XIV ha posto Santa Teresa di Gesù e San Giovanni della Croce al centro della sua riflessione sulle sfide del mondo contemporaneo durante il discorso pronunciato questo sabato al Palazzo Reale di Madrid, nell’ambito del suo Viaggio Apostolico in Spagna. Davanti alle autorità dello Stato, ai rappresentanti della società civile e ai membri del corpo diplomatico, il Santo Padre ha presentato i due grandi riformatori del Carmelo come figure di riferimento capaci di offrire luce in mezzo alle incertezze che attraversano l’umanità.

In uno dei passaggi più significativi del suo intervento, Leone XIV ha ricordato che Teresa di Gesù e Giovanni della Croce «divennero amici nella passione per il Mistero divino» e ha affermato che la loro eredità continua ad alimentare «la vita della Chiesa e la ricerca spirituale di molti, anche oltre i suoi confini visibili». Il Pontefice ha definito la loro proposta spirituale come una «mistica dagli occhi aperti», profondamente radicata nella realtà e capace di condurre l’essere umano al cuore delle grandi questioni dell’esistenza.

Nel contesto dell’Anno Giubilare dedicato a San Giovanni della Croce, il Papa ha voluto soffermarsi in modo particolare sulla figura del santo carmelitano. Ha ricordato come il Dottore Mistico imparò a scoprire nell’oscurità un cammino verso la luce e la libertà interiore.

«Nella sua sete di luce, paradossalmente, imparò ad apprezzare l’oscurità», ha osservato Leone XIV, evocando la celebre espressione sanjuanista della «notte felice», intesa come il tempo in cui l’anima si libera di ciò che credeva di conoscere e possedere.

Il Papa ha collegato questa esperienza spirituale alla situazione attuale dell’umanità, segnata dall’incertezza, dallo smarrimento e dalla paura dell’ignoto. Di fronte a tale realtà, ha invocato la presenza di uomini e donne capaci di scoprire la speranza nel cuore dell’oscurità, citando alcuni dei versi più noti della Notte oscura:

«O notte che guidasti!
O notte più amabile dell’aurora!
O notte che congiungesti
l’Amato con l’amata,
l’amata nell’Amato trasformata!»

Accanto a San Giovanni della Croce, Leone XIV ha richiamato anche l’insegnamento di Santa Teresa di Gesù per proporre un cammino di rinnovamento personale e sociale. Il Pontefice ha evocato l’immagine del Castello interiore, una delle opere fondamentali della santa di Ávila, come metafora dell’itinerario umano verso la verità e la libertà.

Secondo quanto ha spiegato, avanzare attraverso le diverse dimore del castello significa addentrarsi nel proprio cuore fino a raggiungere il luogo più intimo in cui abita la verità. Lungi dal rappresentare una fuga dal mondo, questo cammino interiore conduce a un’apertura più profonda verso Dio, verso gli altri e verso l’intera realtà.

«Lo spazio si amplia, la mente si apre, le contraddizioni si risolvono, le tensioni si dissolvono», ha affermato il Papa descrivendo il dinamismo spirituale teresiano, presentato come una scuola di riconciliazione e di costruzione della pace.

Il riferimento a Teresa e Giovanni della Croce non è stato soltanto di carattere spirituale. Leone XIV ha infatti collegato esplicitamente la loro eredità ad alcune delle grandi sfide contemporanee: la polarizzazione sociale, la perdita del pensiero critico, la crisi dell’interiorità e la fragilità della dignità umana.

Per questo ha insistito sulla necessità di recuperare la cultura, l’educazione, la trascendenza e la vita interiore come fondamenti di una convivenza più umana. Secondo il Pontefice, è proprio dalla profondità del cuore che possono nascere la giustizia, la libertà e la pace autentiche.

Le parole del Santo Padre costituiscono un significativo riconoscimento dell’attualità del messaggio di Santa Teresa di Gesù e di San Giovanni della Croce, la cui esperienza spirituale continua a offrire chiavi di lettura per comprendere il mondo e affrontarne le sfide, come prova il fatto che, negli eventi successivi, ci sono stati altri riferimenti ai mistici dottori del Carmelo teresiano.

Nel contesto dell’Anno Giubilare Sanjuanista che la Chiesa celebra durante questo 2026, i riferimenti del Papa assumono una rilevanza particolare, poiché presentano la tradizione carmelitana non come un’eredità del passato, ma come una proposta pienamente attuale per quanti cercano speranza, discernimento e senso in mezzo alle complessità del nostro tempo.

Juan Borrego OCD
Fot. Javier Leon

NOMINA DEL NUOVO PRESIDE

Il Dicastero per la Cultura e l’Educazione ha nominato il P. Emilio José Martínez, OCD, nuovo Preside del TERESIANUM.
Nato a Madrid nel 1964, ha emesso la professione nel Carmelo Teresiano nel 1988 ed è stato ordinato sacerdote nel 1994. Dottore in Teologia morale presso l’Università Pontificia Comillas di Madrid, ha insegnato presso la Facoltà Teologica San Esteban di Salamanca, la Pontificia Università Comillas e l’Università Pontificia di Salamanca. È docente di Teologia spirituale al Teresianum, dove si occupa in particolare di Santa Teresa di Gesù, Santa Teresa di Gesù Bambino, San Giovanni della Croce, teologia della preghiera e accompagnamento spirituale.
Tantissimi auguri per questo nuovo e importante incarico!

Borse di studio per i membri degli istituti femminili di vita consacrata

Anche quest’anno la Fondazione “Carmel Forum” istituisce due borse di studio rivolte principalmente ai membri di istituti di vita consacrata, società di vita apostolica, istituti secolari e comunità ecclesiali femminili. Le borse coprono le tasse accademiche per il biennio del Diploma di Specializzazione o del II Ciclo di Licenza in Teologia Spirituale o in Antropologia Teologica presso la Pontificia Facoltà Teologica – Pontificio Istituto di Spiritualità Teresianum.

Maggiori informazioni sono disponibili in italiano, inglese e tedesco al seguente LINK

67ª SETTIMANA DI SPIRITUALITÀ È INIZIATA (1-5 marzo 2026)

Ieri si è aperta la Settimana di Spiritualità organizzata dalla nostra Facoltà.
A inaugurare la giornata è stato il Gran cancelliere, Generale dell’Ordine dei Carmelitanoi Scalzi, p. Miguel Márquez Calle, che ci ha introdotto al tema di quest’anno – “vedere l’invisibile” – attraverso una serie di fotografie intense e toccanti. Le immagini, ricche di significato, ci hanno guidati oltre l’apparenza, invitandoci a uno sguardo più profondo sulla realtà e sulla presenza di Dio nella storia.

Nuovo numero della rivista “Teresianum” (open access)

È stato pubblicato il numero 2/2025 della Rivista Teresianum!

Accesso al sommario e al contenuto completo su Brepolsonline:

https://www.brepolsonline.net/content/journals/ter/76/2

INDICE:

  • LUKASZ STRZYZ-STEINERT OCD, Editoriale

ARTICOLI

  • JOSÉ ÁNGEL GARCÍA CUADRADO, El sermón de Domingo Báñez en las exequias de Santa Teresa
  • MARIE-LAURENT HUET OCD, Réflexion sur les origines historiques, la signification thérésienne et l’actualité du mot « déchaussé »
  • JUSTIN ARICKAL, Encountering God. Mysticism and the “dark night” in the works of Edith Stein
  • MARIA ARACOELI BEROCH, En “la legión de almas pequeñas”: el ejemplo de la Beata Elías de S. Clemente, OCD (1901-1927)
  • SEBASTIAN WOLTER, Augustine’s Incarnational Hermeneutics in the Tractatus in Iohannis evangelium
  • AMERICO MIRANDA, “Non silentium, sed verba silentii” (Enarr. In Ps. 7,1). L’efficacia del mistero nei Discorsi sui Salmi di Agostino

NOTE DI LETTURA

  • MARCO VANZINI, L’esperienza e il pensiero di santa Teresa di Lisieux, fonte di ispirazione per una teologia dell’evangelizzazione
  • ANTOINE-EMMANUEL DE LA SAYETTE, “Perché tormentare la donna? Lasciala!” Biodiversità, reciprocità e generatività dei ministeri

RECENSIONI

La versione stampata è disponibile nelle Edizioni OCD:
https://www.edizioniocd.it/riviste/teresianum

Nuovo Vescovo ausiliare di Bamenda (Camerun)

Il Santo Padre ha nominato Vescovo Ausiliare dell’Arcidiocesi Metropolitana di Bamenda (Camerun) il Rev.do Sac. John Berinyuy Tata, finora Rettore della Catholic University of Cameroon a Bamenda, assegnandogli la Sede titolare di Case Nere.

Mons. John Berinyuy Tatah è nato il 18 dicembre 1975 a Mbuluf-Shisong, nella Diocesi di Kumbo. Dopo gli studi filosofici e teologici presso il Seminario Maggiore Interdiocesano St. Thomas Aquinas di Bambui (Bamenda), è stato ordinato sacerdote il 30 marzo 2005.

Ha conseguito il Dottorato in Teologia, con specializzazione in Antropologia Cristiana, presso la nostra Pontificia Facoltà Teologica Teresianum, discutendo una tesi intitolata: Resolving the Paradox of Frustration in Man: a Critical Study of Fulton J. Sheen’s Perspective on Modern Materialistic Humanism.

Nel corso del suo ministero ha svolto diversi incarichi pastorali, tra cui Vicario parrocchiale di San Giuseppe a Bafut e Parroco di San Patrizio a Babanki-Tungo. È stato inoltre impegnato nella formazione come Direttore Spirituale e Docente presso il Seminario Maggiore St. Thomas Aquinas di Bambui e ha svolto il servizio di Cappellano del Movimento Carismatico diocesano.

www.press.vaticav.va

67° Settimana di Spiritualità (1-5 marzo 2026)

A questa pagina è possibile vedere le videoregistrazioni delle conferenze.

DETTAGLI DELL’EVENTO:

Calendario:
1-5 marzo 2026 (II settimana di Quaresima)

Orario delle conferenze: 17.30-19.30

Domenica 1:
– Prolusione inaugurale: Nicolas Steeves, SJ, Pontificia Università Gregoriana
Sale e luce: immaginare una teologia sapienziale

Lunedì 2:
– Luigi Maria Epicoco, Pontificia Facoltà Teresianum
«Come se vedesse l’invisibile» (Eb 11,27). Immaginazione ed evangelizzazione
– Rappresentazione teatrale nella cappella maggiore del Teresianum di
Gran Teatro Bernini di Francesco d’Alfonso (Ufficio per l’Università – Vicariato di Roma)

Martedì 3:
– Chiara Bordino, Università della Tuscia – Ministero degli Affari Esteri
Immagini e icone nel cristianesimo antico fino al secondo concilio di Nicea

– Lisa Giombini, Università Roma Tre
Ciò che l’occhio non coglie. Sul valore dell’autenticità nell’esperienza dell’arte

Mercoledì 4:
– Iain Matthew, OCD, Pontificia Facoltà Teresianum
Giovanni della Croce, maestro nel vedere il visibile
– Emilio Martínez, OCD, Pontificia Facoltà Teresianum
Guarda il suo Volto adorabile: Teresa di Lisieux e le immagini

Giovedì 5:
– Giuseppe Lorizio, Pontificia Università Lateranense
Dall’idolo all’icona. Una metamorfosi teo-logica

– Americo Miranda, Comunità Sant’Egidio
Vedere gli invisibili. Povertà e santità nella Dilexi te e nei discorsi al popolo di Agostino

È possibile, per chi venisse da fuori Roma, prenotarsi presso la foresteria del Teresianum con possibilità di vitto e alloggio, fino a esaurimento posti (compilando questo form). Le conferenze non verranno trasmesse in streaming.

«Comprendere le metafore aiuta a rendere il pensiero agile, intuitivo, flessibile, acuto.
Chi ha immaginazione non si irrigidisce, ha il senso dell’umorismo,
gode sempre della dolcezza della misericordia
e della libertà interiore
» (Francesco, Viva la poesia!) 

Non deve stupire che un sommo pontefice abbia riferito queste parole: è, del resto, il vicario di Cristo, di Colui in cui noi cristiani crediamo e che secondo le Scritture chiamiamo col nome stesso di «Immagine» (2Cor 4,4; Col 1,15; Sap 7,26). Si comprende bene come questo fondamento immaginale abbia avuto implicazioni immense non soltanto nella nostra fede, ma nell’intera storia dell’umanità. Da una parte, guardando al passato, assistiamo alla rigogliosa teologia dell’icona che contraddistingue il nostro credo, è che stata sancita dalla Chiesa più e più volte contre le ricorrenti ondate di purismi antifigurativi: «Atei o credenti, se siamo sfuggiti alla celebrazione calligrafica di Dio in stile islamico, lo dobbiamo a quei “bizantini” che, è stato detto con leggerezza, discutevano del sesso degli angeli. Grazie alla loro sottigliezza, la fiamma dell’ascetismo non ha bruciato l’Occidente» (R. Debray, Vita e morte dell’immagine). Dall’altra, guardando al futuro, come tenaci immaginatori di Cristo avremmo molto da riflettere al riguardo di quell’«“impero dei sensi”, proprio quello aperto dall’estetica moderna, in cui si è ormai tecnologicamente consumata ogni distinzione tra visibile e invisibile, in cui tutto può e deve essere visto, e, sostituito blasfemicamente Dio con Hollywood e internet, l’immagine è divenuta metastasi del mondo come panvisibilità» (L. Russo, Vedere l’invisibile. Nicea e lo statuto dell’Immagine). Infine, guardando al presente, sappiamo che siamo tutti chiamati a riconoscere quel Dio che abita «una luce inaccessibile» (1Tm 6,16) nei poveri «invisibili» lungo le nostre strade (Mt 25), «affinché diventiamo tutti immagine del Cristo e della sua misericordia verso i più deboli» (cf. Leone XIV, Dilexi te; Rm 8,29).

Sono questi solo alcuni degli spunti di una “spiritualità dell’immagine” che rimane un orizzonte immenso di esplorazione per la nostra riflessione teologica e per la nostra chiamata alla santità, orizzonte da contemplare – come tenteremo di fare nel susseguirsi delle giornate e dei relatori – secondo variegate angolature: quella dell’integrazione dell’immaginazione in una teologia sapienziale; quella della pastorale della carità e dell’evangelizzazione; quella della storia dell’arte (è incluso nel programma anche un godibilissimo spettacolo teatrale sull’estasi di Teresa del Bernini) e della filosofia; nonché infine quella carmelitana: «La memoria delle immagini non potrà non far progredire l’anima, perché è associata all’amore di chi è raffigurato», afferma il santo poeta Giovanni della Croce (3Subída 15,2), riecheggiando le parole dello stesso Gesù a Teresa d’Avila, in riferimento a certe belle immagini da custodire: «non lasciare nulla di ciò che può svegliarti all’amore!» (Relación  30). Ci permettiamo di ripetere questo stesso invito a tutti coloro che vorranno partecipare alla nostra 67° Settimana di Spiritualità!

67setspirA5

Scarica la locandina