Nuovi libri del prof. D’Souza

Vi presentiamo due nuove pubblicazioni del nostro docente: 

In Allegiance to Jesus Christ: A Biblical Commentary on the Carmelite Rule
(Carmel International Publishing House, Trivandrum 2026, Carmel Flame Series 3, ISBN 978-93-47211-12-6)
Prefazione del Rev.mo P. Miguel Márquez Calle, OCD, Preposito Generale dei Carmelitani Scalzi.

Il volume offre un commento biblico alla Regola di Sant’Alberto, consegnata agli eremiti del Monte Carmelo all’inizio del XIII secolo. Partendo dall’espressione in obsequio Iesu Christi vivere, vivere nell’ossequio di Gesù Cristo, l’autore mette in luce la trama scritturistica del testo e presenta la Regola come sintesi di spiritualità biblica, capace di parlare non solo alla Famiglia carmelitana, ma a quanti desiderano fondare la propria vita sulla Parola di Dio.

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And He Walked with Them: Biblical Models of Spiritual Accompaniment
(ST PAULS, Mumbai 2026, Biblical Echoes & Glows 2,  ISBN 978-93-47588–04-4)
Prefazione di S.E. Mons. Johannes Gorantla, OCD, Vescovo di Kurnool (India).

A partire dall’icona dei discepoli di Emmaus (Lc 24:13-35), il libro propone una fondazione biblica dell’accompagnamento spirituale articolata in sette modelli: vocazionale, formativo, trasformativo, olistico, di koinonia, mistagogico e mistico. È uno strumento rivolto a formatori, direttori spirituali, sacerdoti, religiosi e laici impegnati nel servizio dell’ascolto e del discernimento.

Inaugurazione dell’anno accademico al Teresianum con Teresa d’Avila e Giovanni della Croce

Il 15 ottobre, dopo la messa solenne per la Santa Madre Teresa d’Avila, presieduta dal Padre Generale, la prolusione inaugurale per l’anno accademico di P. Silvano Giordano – Dal collegio internazionale dei Carmelitani Scalzi al Teresianum: 100 anni di ricerca – e la relazione annuale del preside P. Emilio Martínez, in serata nella Cappella del Teresianum è andato in scena Prima che fosse l’alba, spettacolo teatrale su san Giovanni della Croce, realizzato appositamente per il centenario del Collegio internazionale (1926; ricorrendo anche i cento anni del titolo di Dottore della Chiesa e i trecento dalla canonizzazione del Santo Padre Riformatore).
La drammaturgia, liberamente ispirata agli scritti di Juan de la Cruz, ci porta a Toledo nel 1577: il giovane frate, imprigionato dai confratelli per la riforma condivisa con Teresa d’Ávila, attraversa nove mesi di buio, interrogatori e punizioni. La scelta più riuscita è non fare della Notte un’allegoria da decifrare, ma una presenza fisica e ambigua, danzata più che recitata, prima insidia e poi sostegno. Anche il Priore sfugge al cliché del carceriere: è custode sincero di una tradizione, e il conflitto è tra due ostinazioni, non tra torto e ragione. In una cella di velo nero dentro una chiesa vera, lo spazio sacro diventa luogo di prova. Ne esce un Juan fragile e non eroico, che nel dolore impara a vedere: un omaggio sobrio e intenso, capace di restituire il Santo alla sua verità umana.
E questo mistero di trasformazione rappresentato in scena, in fondo, è lo stesso mistero di educazione e formazione di cui padre Miguel ci ha parlato nell’omelia della messa mattutina per santa Teresa, ricordando la metamorfosi del baco da seta in farfalla, che passa dal nutrirsi all’intessere, dal morire al volare.
Il Teresianum, col suo collegio e la sua offerta formativa, continua a porsi per tutti al servizio di questa mistagogia e di questa «mistica degli occhi aperti», come ha anche ricordato papa Leone recentemente in Spagna, menzionando precisamente il Santo Padre e la Santa Madre.

(nota sull’autore dello spettacolo: drammaturgo, regista e musicologo, Francesco d’Alfonso coordina la sezione di Alta Formazione artistica e musicale dell’Ufficio per la Cultura del Vicariato di Roma e ha collaborato con artisti fama internazionale come Franco Battiato e Riccardo Muti).

68° Settimana di Spiritualità (14-18 marzo 2027)

 «La Sapienza è uno spirito che ama l’uomo» (Sap 1,6)
Affondi spirituali per una teologia sapienziale
Teresianum, Roma, 14-18 marzo 2027 (V settimana di Quaresima)
Orario delle conferenze: 17.30-19.30

La “teologia sapienziale” è al centro dell’attenzione della Chiesa. Papa Francesco l’ha descritta come «un vero sapere critico in quanto sapere sapienziale, non astratto e ideologico, ma spirituale, elaborato in ginocchio, gravido di adorazione e di preghiera; un sapere trascendente e, al contempo, attento alla voce dei popoli, dunque teologia “popolare”, rivolta misericordiosamente alle piaghe aperte dell’umanità e del creato e dentro le pieghe della storia umana, alla quale profetizza la speranza di un compimento ultimo». Leone XIV ha rilanciato quest’invito a riscoprire il «volto sapienziale» della teologia, guardando a «Agostino, Tommaso, Teresa d’Avila, Edith Stein», che hanno saputo integrare nel loro cammino il lavoro intellettuale e la ricerca della verità, senza separarli dalla vita.

Questi appelli sono stati preceduti e seguiti da un’ampia riflessione teologica, alla quale la nostra facoltà teologica, consacrata alla teologia spirituale e all’antropologia teologica, non potrebbe non voler contribuire: la svolta sapienziale coincide in gran parte con questa coloritura spirituale che ogni teologia è chiamata ad assumere, e che ben si sposa con il carisma carmelitano.

È da questa nostra angolatura specifica, quindi, che vorremmo arricchire il dibattito su come incarnare la teologia sapienziale, senza tuttavia rinunciare all’apertura transdisciplinare e pastorale che deve caratterizzarla, attenta all’uomo: l’affascinante Sapienza, «variegata» (Ef 3,10) e «molteplice» (Sap 7,22), «prende le sue delizie tra i figli degli uomini» (Pr 8,31) ed è loro «amante» (Sap 7,23). Dopo la prolusione inaugurale di Mons. Pierangelo Sequeri, punto di riferimento sulla sapienza affettiva della fede, si alterneranno pertanto specialisti carmelitani di liturgia (Valéry Bitar), dogmatica (Denis Chardonnens) e antropologia teologica (Christof Betschart), insieme a ospiti: la biblista Nuria Calduch-Benages, la fenomenologa Valentina Gaudiano, l’antropologo culturale Franco La Cecla. Una giornata sulla Sapienza al femminile chiuderà con suor Nicoletta Braus su Edith Stein e suor Maria Manuela Romano su Teresa d’Avila.

Il desiderio e l’auspicio è, infine, che la Settimana possa offrire un barlume di quella Sapienza che, secondo le parole di Leone XIV, «rappresenta il momento della contemplazione e del discernimento e che coinvolge tanta gente comune attraverso i “cenacoli teologici”, dove la teologia diventa preghiera, ascolto e condivisione, aiuta a superare le false immagini di Dio e nutre la vita spirituale». Per questo vi aspettiamo al Teresianum!

È possibile, per chi venisse da fuori Roma, prenotarsi presso la foresteria del Teresianum con possibilità di vitto e alloggio, fino a esaurimento posti (compilando questo form). Le conferenze non verranno trasmesse in streaming.

Prima che fosse l’alba. Spettacolo su San Giovanni della Croce

In occasione dell’inaugurazione dell’Anno Accademico e del centenario del collegio del Teresianum (1926), il prossimo 15 ottobre 2026 verrà rappresentato alle ore 18.30 nella Cappella del Teresianum uno spettacolo teatrale dedicato al Santo Padre Riformatore (di cui quest’anno ricorre anche il primo centenario del conferimento del titolo di Dottore della Chiesa, nel 1926, e il terzo centenario della canonizzazione, avvenuta nel 1726). Lo spettacolo è aperto a tutti! 

PRIMA CHE FOSSE L’ALBA
Drammaturgia di Francesco d’Alfonso liberamente ispirata agli scritti e alle opere di San Juan de la Cruz

Toledo, 1577. Fra’ Juan de la Cruz, poeta e riformatore del Carmelo insieme a Teresa d’Ávila, viene imprigionato dai confratelli per aver sostenuto la riforma che ha diviso l’Ordine. Rinchiuso in una cella, sottoposto a interrogatori e punizioni corporali dal Priore che lo custodisce, Juan attraversa la notte più buia della sua vita. Nella Notte, Juan non trova un nemico, ma una presenza silenziosa e ambigua che lo mette alla prova, lo consola, e infine lo sorregge nel dolore. Nei nove duri mesi di prigionia, Juan scopre – sublimando la sofferenza in poesia – che è proprio nell’oscurità che si impara a trovare la luce. Quando all’alba fugge dalla cella, non è più un prigioniero: è un uomo che ha attraversato la notte fino in fondo, e ne è uscito trasformato.

NOTE DI REGIA
Una cella dentro una chiesa vera. Un velo nero a segnarne i confini. Juan è un giovane frate, testardo e innamorato di Dio. Quando lo attaccano non si arrende: risponde, discute, tiene testa. Ma dentro ha paura, soffre — ed è proprio questa fragilità a renderlo vero, non un eroe. Sta ancora cercando qualcosa che non ha mai visto del tutto, un amore che si nasconde, e il dolore, alla fine, lo aiuta a trovarlo. La Notte non è un’allegoria da decifrare, ma una presenza fisica: ambigua all’inizio — spirito benigno o inganno — e rivelata solo a metà percorso. È danzata, non solo recitata: il corpo, non la parola, è il suo primo linguaggio. Il Priore non è un semplice aguzzino: è la voce di chi si sente custode di una tradizione, non quella di un carceriere. La sua fedeltà è sincera quanto la fede di Juan — due ostinazioni vere, non uno scontro tra chi ha ragione e chi ha torto. Lo spettacolo si apre su una fuga e si chiude su un ritorno alla stessa soglia. Nel mezzo, il velo che segnava i confini della cella si scioglie, raccolto dalla stessa Notte che lo aveva disteso — e Juan, attraversando la soglia la seconda volta, non è più il ragazzo che l’aveva attraversata la prima. Prima che fosse l’alba, la notte gli aveva già insegnato a vedere.

Drammaturgo, regista e musicologo, Francesco d’Alfonso coordina la sezione AFAM dell’Ufficio per la Cultura del Vicariato di Roma, curando progetti che intrecciano teatro, musica, letteratura e arti visive. Ha ideato e diretto rassegne e festival collaborando con Battiato, Camilleri, Muti, Maraini, Wertmüller, Morricone, Olmi, Guerritore e Valeri, oltre che con Rai Storia e il Teatro dell’Opera di Roma, dove è stato assistente di Mario Martone. Come autore e regista ha firmato, tra gli altri, La morte della Pizia, Waiting in the Dark, La forma del vuoto e Gaza. Prima del silenzio; il suo Andromeda o della memoria ritrovata è stato finalista a inDivenire 2024. Segnaliamo su santa Teresa d’Avila lo spettacolo Gran Teatro Bernini, già rappresentato al Teresianum durante la 67° Settimana di Spiritualità. Ha diretto la docuserie Di chiaro e di scuro. Controstoria del Caravaggio romano e vari documentari su Dante, Raffaello e Napoleone, curando anche regia e musiche dei docufilm Quindi arrivammo a Roma e In quei giorni divenne eterna. Membro della Deputazione di Storia Patria per la Calabria, è autore di saggi storici, tra cui L’onesto solitario e due volumi sulla critica shakespeariana (Città del Sole, 2016).

INAUGURAZIONE SOLENNE

Siete cordialmente invitati all’Inaugurazione dell’Anno Accademico 2026/2027 del Teresianum, che si terrà giovedì 15 ottobre. Sarà un momento di incontro, preghiera e condivisione, con la prolusione del Prof. Silvano Giordano, OCD, e il pranzo nel chiostro per tutti i partecipanti.

Il programma prosegue per chi vuole, alle ore 18.30, con la rappresentazione dello spettacolo teatrale Prima che fosse l’alba su san Giovanni della Croce, che sarà allestito nella cappella del Teresianum. Vi aspettiamo con gioia!

Il Congresso è iniziato

Oggi, 22 giugno 2026, al Teresianum di Roma si è aperto il Congresso internazionale «La mistica: paradiso perduto o terra promessa?», promosso in occasione del centenario della proclamazione di San Giovanni della Croce a Dottore della Chiesa. La prima giornata è dedicata al tema «San Giovanni della Croce, dottore mistico» e propone un percorso di approfondimento sulla sua figura e sul significato della mistica nel mondo contemporaneo.

La mattina si apre con la conferenza del prof. S. Giordano OCD, dedicata al centenario del dottorato di San Giovanni della Croce (1926–2026), seguita dall’intervento del prof. I. Matthew OCD sulla mistica sanjuanista. Successivamente, prof.ssa A. Escribano (online) presenta San Giovanni della Croce come poeta e teologo, mettendo in luce l’unità tra esperienza spirituale, linguaggio poetico e riflessione teologica.

Nel pomeriggio, un panel di esperienze (V. Herrero OFMCap., M. Manuela Romano OCD, B. Daelemans, C. Eymar, I. Iadarola OCD, C. Cook ) esplora il rapporto tra mistica e diversi ambiti della vita umana: poesia, vita contemplativa, arte, vita quotidiana, ecologia e psichiatria. Questa varietà di prospettive mostra come l’eredità di San Giovanni della Croce continui a offrire criteri di discernimento e di dialogo con le domande culturali e spirituali del nostro tempo. La giornata si conclude con la celebrazione della Messa e la cena fraterna dei partecipanti.

BORSE DI STUDIO in Antropologia Teologica

REGOLAMENTO
DEL CONCORSO PER L’ASSEGNAZIONE DI BORSE DI STUDIO

Art. 1 – Finalità

Le borse di studio sono istituite con l’obiettivo di sostenere studenti meritevoli nel loro percorso formativo presso la Pontificia Facoltà Teologica e il Pontificio Istituto di Spiritualità TERESIANUM.

Art. 2 – Destinatari e modalità di candidatura

Possono partecipare al concorso gli studenti in possesso dei requisiti necessari per l’ammissione al ciclo di Licenza. È richiesto soprattutto il conseguimento di una media complessiva pari o superiore a 8/10 nel ciclo di studi precedenti.

La candidatura dovrà essere presentata mediante l’invio di una lettera motivazionale indirizzata al Preside (inviata all’indirizzo: segreteria@teresianum.net), nella quale il candidato esponga le ragioni della propria richiesta, il proprio percorso formativo e le motivazioni che lo spingono a intraprendere gli studi presso il TERESIANUM.

Le candidature dovranno pervenire alla Segreteria entro e non oltre il 10 settembre 2026. Le domande pervenute oltre tale termine non saranno prese in considerazione.

L’assegnazione effettiva della borsa di studio è subordinata alla verifica dei requisiti accademici e amministrativi richiesti dalla Pontificia Facoltà Teologica e dal Pontificio Istituto di Spiritualità TERESIANUM. Qualora, in una fase successiva della procedura, risultasse la mancanza anche di uno solo dei requisiti richiesti, la borsa di studio sarà revocata.

Art. 3 – Tipologia e validità delle borse di studio

Le borse di studio sono riservate esclusivamente ai nuovi studenti e sono valide per il primo anno di studi. Esse non sono automaticamente rinnovabili per gli anni accademici successivi.

Sono istituite le seguenti borse di studio:

  1. a) Due borse di studio per la Licenza in Spiritualità, ciascuna pari al 100% delle tasse accademiche del primo anno. I candidati dovranno manifestare il proprio interesse a impegnarsi nella ricerca scientifica riguardante Santa Teresa di Gesù Bambino e del Volto Santo (Santa Teresa di Lisieux), in conformità con le finalità accademiche e scientifiche del Teresianum.
  2. b) Due borse di studio per la Licenza in Antropologia Teologica, ciascuna pari al 75% delle tasse accademiche del primo anno.

Le borse di studio consistono esclusivamente in un’esenzione dalle tasse accademiche nella misura sopra indicata, non sono convertibili in denaro, non danno diritto ad alcun rimborso e non sono cedibili a terzi.

Le borse di studio coprono esclusivamente le tasse accademiche nella misura prevista dal presente regolamento. Restano espressamente escluse eventuali tasse amministrative, contributi universitari diversi dalle tasse accademiche, assicurazioni, spese per il rilascio di certificati, nonché ogni altra spesa personale dello studente, comprese quelle relative a vitto, alloggio, trasporto, materiale didattico e libri di studio.

L’assegnazione della borsa di studio non configura in alcun caso un rapporto di lavoro, collaborazione o altra forma di rapporto giuridico tra il beneficiario e la Pontificia Facoltà Teologica e il Pontificio Istituto di Spiritualità TERESIANUM.

Art. 4 – Selezione dei candidati

Il Preside e il Segretario Generale valuteranno le candidature sulla base del merito accademico, delle motivazioni espresse nella lettera di candidatura e della documentazione presentata ulterioremente.

Per le borse di studio relative alla Licenza in Spiritualità, costituirà titolo preferenziale il comprovato interesse per la figura, il pensiero e la dottrina di Santa Teresa di Gesù Bambino e del Volto Santo, nonché la disponibilità a sviluppare attività di ricerca scientifica inerenti a tale ambito.

Il Preside e il Segretario Generale si riservano il diritto insindacabile di selezionare e assegnare la borsa di studio al candidato ritenuto maggiormente idoneo, anche qualora il numero delle candidature sia inferiore al numero delle borse disponibili.

La presentazione della domanda non comporta alcun diritto automatico all’assegnazione della borsa di studio.

Art. 5 – Comunicazione dei risultati

La Segreteria, entro e non oltre il 16 settembre 2026, provvederà a contattare esclusivamente i candidati risultati vincitori del concorso utilizzando i recapiti indicati nella domanda di partecipazione.

I candidati che non riceveranno alcuna comunicazione entro tale data dovranno considerare la propria candidatura non accolta.

Art. 6 – Accettazione della borsa

I vincitori dovranno confermare l’accettazione della borsa di studio entro il termine indicato nella comunicazione ricevuta.

In caso di mancata risposta entro i termini stabiliti, la borsa potrà essere revocata e assegnata ad altro candidato.

Art. 7 – Veridicità delle dichiarazioni

Tutte le informazioni e la documentazione presentate dai candidati devono essere veritiere, complete e corrispondenti alla realtà.

L’accertamento di dichiarazioni false o mendaci comporterà l’immediata esclusione dal concorso o la revoca della borsa eventualmente assegnata, fatti salvi eventuali ulteriori provvedimenti previsti dalla normativa vigente.

Art. 8 – Decadenza e revoca del beneficio

La borsa di studio potrà essere revocata nei seguenti casi:

  • mancata iscrizione entro i termini previsti;
  • mancato rispetto dei regolamenti della Pontificia Facoltà Teologica e del Pontificio Istituto di Spiritualità TERESIANUM;
  • presentazione di documentazione non veritiera;
  • accertata mancanza dei requisiti richiesti per l’ammissione o per il mantenimento della borsa;
  • rinuncia volontaria del beneficiario;
  • mancata accettazione della borsa nei termini stabiliti.

Art. 9 – Numero delle borse

La Pontificia Facoltà Teologica e il Pontificio Istituto di Spiritualità TERESIANUM si riservano il diritto di assegnare un numero di borse inferiore a quello previsto qualora nessun candidato raggiunga gli standard qualitativi richiesti.

Parimenti, qualora le candidature pervenute non siano ritenute adeguate agli obiettivi formativi e accademici dell’Istituzione, le borse potranno non essere assegnate.

Art. 10 – Trattamento dei dati personali

I dati personali dei partecipanti saranno trattati esclusivamente per le finalità connesse alla gestione del concorso e nel rispetto della normativa vigente in materia di protezione dei dati personali.

Art. 11 – Accettazione del regolamento

La partecipazione al concorso comporta la piena e incondizionata accettazione del presente regolamento.

Art. 12 – Disposizioni finali

Per quanto non espressamente previsto dal presente regolamento, ogni decisione sarà rimessa alla valutazione del Preside e del Segretario Generale, il cui giudizio sarà definitivo e non soggetto a contestazione.

Il Preside e il Segretario Generale si riservano inoltre la facoltà di interpretare il presente regolamento e di adottare le decisioni necessarie per garantire il corretto svolgimento della procedura di assegnazione delle borse di studio.