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Create Date | 16 febbraio 2019 |
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Arnaldo PIGNA, Le Beatitudini, pienezza del messaggio evangelico, Edizioni OCD, Roma 2019.
n questo volume si presentano le meditazioni offerte durante alcuni corsi di esercizi spirituali. Gli esercizi, si sa, hanno una finalità pratica, essi sono ordinati alla revisione e alla promozione della propria vita spirituale attraverso una forte esperienza di preghiera, cioè di incontro con Cristo. Le meditazioni offerte, pertanto, non pretendono di essere uno studio esegetico e teologico sulle beatitudini, quanto piuttosto una sollecitazione a confrontarsi con esse e, insieme, un aiuto e uno stimolo a tradurle in atteggiamenti vitali, guardando a Colui che le ha proposte e per primo le ha perfettamente vissute: Cristo Signore.
La beatitudine di cui parla Gesù non è legata alle situazioni esteriori, essa tocca profondamente e aderisce alla persona come tale. Si è beati non perché si possiede qualcosa, ma perché si è qualche cosa. Si è beati nella misura in cui si diventa partecipi della verità, della bontà, della giustizia, della misericordia… che Dio è. Si è beati, dunque, nella misura in cui a imitazione e per partecipazione di Lui si è veri, buoni, giusti, misericordiosi. Così si capisce perché si può essere beati anche quando si subisce ingiustizia. La beatitudine, infatti, non sta nel non subire ingiustizia, ma nell’essere giusti.
È di somma importanza tenere presente che la condizione della vita non è rilevante ai fini della beatitudine: è rilevante soltanto essere nel Signore. Chi vive nel Signore è beato, chi muore nel Signore è beato, chi soffre nel Signore è beato, chi è povero nel Signore è beato.