65° Settimana di Spiritualità

Il Teresianum organizzerà nei giorni tra il 10 e il 14 marzo 2024, la 65a edizione della Settimana di Spiritualità con il titolo «Una stirpe che ama il corpo».

«Siamo giunti alla convinzione che, tra tutte le cose della terra, la prima da esporre sia la mistica del corpo, visto che è la più sconosciuta e quella più vicina a noi. Viviamo con il nostro corpo e attraverso il nostro corpo» (V. Pourcel). Se la teologia di stampo scolastico, arroccata nei confini tridentini, ha creduto di poter cosificare e risolvere «in formule» il mistero, la mistica appare più sensibile all’evento cristiano originario e fondante: l’incarnazione del Verbo, che ha vissuto in pienezza la corporeità umana. Tuttavia, sebbene questa mistica sia più vicina a noi, rimane per un certo verso lontana e sconosciuta.

Ciò è dovuto al pregiudizio diffusissimo che il cristianesimo sia nemico del corpo, invertendo l’accusa del pagano Celso, secondo il quale i cristiani erano un philosomaton genos, ossia «una stirpe che ama il corpo» (Origene, Contra Celsum, V, 14). Infatti, sebbene il cristianesimo abbia seguito sostanzialmente la dottrina dei Padri, e non le eresie gnostiche da loro confutate, ha mantenuto nella sua ragione teologico-ermeneutica una linea vicina alla metafisica platonica, nella quale si postulava essenzialmente un dualismo tra il mondo corporeo e quello spirituale-metafisico.

Ma né il corpo da solo, né l’anima da sola definiscono l’essere umano. L’antropologia cristiana è uniduale, poiché vi si integrano corpo e anima come due dimensioni inscindibili e reciprocamente arricchenti. Essa vede nella corporeità una dimensione costitutiva dell’autentico essere-uomo, e rifiuta ogni tentativo di dividere l’uomo in un settore autentico, perennemente valido – lo spirito – e in un altro inautentico e transitorio – la materia. Il binomio corpo-anima non definisce la contrapposizione di due realtà complete e distinte, ma la mutua interpenetrazione di una nell’altra nella composizione dell’unica realtà-uomo.

In questa Settimana di Spiritualità, vogliamo riflettere non tanto sul «descrivere» o sul come «utilizzare» un corpo, ma sul che cosa significa il corpo. In tal senso, si chiederà se il corpo umano costituisca una via di accesso a Dio. E, viceversa, se attraverso di esso Dio comunica con noi. Inoltre, si analizzerà il valore del corpo umano nella vita spirituale. In questa emerge la forza di una cristologia che implichi e «presupponga un’antropologia secondo la quale, se Dio è capace di assumere la carne, anche l’essere umano è capace di Dio» (P. Duarte). In noi, per così dire, Dio scopre il corpo e, al tempo stesso, in lui il nostro corpo viene scoperto.

La partecipazione alla Settimana di Spiritualità è libera. Le conferenze avranno luogo nell’Aula Magna. I video delle conferenze possono essere fruiti alla pagina YouTube del Teresianum.