Il 15 ottobre, dopo la messa solenne per la Santa Madre Teresa d’Avila, presieduta dal Padre Generale, la prolusione inaugurale per l’anno accademico di P. Silvano Giordano – Dal collegio internazionale dei Carmelitani Scalzi al Teresianum: 100 anni di ricerca – e la relazione annuale del preside P. Emilio Martínez, in serata nella Cappella del Teresianum è andato in scena Prima che fosse l’alba, spettacolo teatrale su san Giovanni della Croce, realizzato appositamente per il centenario del Collegio internazionale (1926; ricorrendo anche i cento anni del titolo di Dottore della Chiesa e i trecento dalla canonizzazione del Santo Padre Riformatore).
La drammaturgia, liberamente ispirata agli scritti di Juan de la Cruz, ci porta a Toledo nel 1577: il giovane frate, imprigionato dai confratelli per la riforma condivisa con Teresa d’Ávila, attraversa nove mesi di buio, interrogatori e punizioni. La scelta più riuscita è non fare della Notte un’allegoria da decifrare, ma una presenza fisica e ambigua, danzata più che recitata, prima insidia e poi sostegno. Anche il Priore sfugge al cliché del carceriere: è custode sincero di una tradizione, e il conflitto è tra due ostinazioni, non tra torto e ragione. In una cella di velo nero dentro una chiesa vera, lo spazio sacro diventa luogo di prova. Ne esce un Juan fragile e non eroico, che nel dolore impara a vedere: un omaggio sobrio e intenso, capace di restituire il Santo alla sua verità umana.
E questo mistero di trasformazione rappresentato in scena, in fondo, è lo stesso mistero di educazione e formazione di cui padre Miguel ci ha parlato nell’omelia della messa mattutina per santa Teresa, ricordando la metamorfosi del baco da seta in farfalla, che passa dal nutrirsi all’intessere, dal morire al volare.
Il Teresianum, col suo collegio e la sua offerta formativa, continua a porsi per tutti al servizio di questa mistagogia e di questa «mistica degli occhi aperti», come ha anche ricordato papa Leone recentemente in Spagna, menzionando precisamente il Santo Padre e la Santa Madre.
(nota sull’autore dello spettacolo: drammaturgo, regista e musicologo, Francesco d’Alfonso coordina la sezione di Alta Formazione artistica e musicale dell’Ufficio per la Cultura del Vicariato di Roma e ha collaborato con artisti fama internazionale come Franco Battiato e Riccardo Muti).












