«La Sapienza è uno spirito che ama l’uomo» (Sap 1,6)
Affondi spirituali per una teologia sapienziale
Teresianum, Roma, 14-18 marzo 2027 (V settimana di Quaresima)
Orario delle conferenze: 17.30-19.30
La “teologia sapienziale” è al centro dell’attenzione della Chiesa. Papa Francesco l’ha descritta come «un vero sapere critico in quanto sapere sapienziale, non astratto e ideologico, ma spirituale, elaborato in ginocchio, gravido di adorazione e di preghiera; un sapere trascendente e, al contempo, attento alla voce dei popoli, dunque teologia “popolare”, rivolta misericordiosamente alle piaghe aperte dell’umanità e del creato e dentro le pieghe della storia umana, alla quale profetizza la speranza di un compimento ultimo». Leone XIV ha rilanciato quest’invito a riscoprire il «volto sapienziale» della teologia, guardando a «Agostino, Tommaso, Teresa d’Avila, Edith Stein», che hanno saputo integrare nel loro cammino il lavoro intellettuale e la ricerca della verità, senza separarli dalla vita.
Questi appelli sono stati preceduti e seguiti da un’ampia riflessione teologica, alla quale la nostra facoltà teologica, consacrata alla teologia spirituale e all’antropologia teologica, non potrebbe non voler contribuire: la svolta sapienziale coincide in gran parte con questa coloritura spirituale che ogni teologia è chiamata ad assumere, e che ben si sposa con il carisma carmelitano.
È da questa nostra angolatura specifica, quindi, che vorremmo arricchire il dibattito su come incarnare la teologia sapienziale, senza tuttavia rinunciare all’apertura transdisciplinare e pastorale che deve caratterizzarla, attenta all’uomo: l’affascinante Sapienza, «variegata» (Ef 3,10) e «molteplice» (Sap 7,22), «prende le sue delizie tra i figli degli uomini» (Pr 8,31) ed è loro «amante» (Sap 7,23). Dopo la prolusione inaugurale di Mons. Pierangelo Sequeri, punto di riferimento sulla sapienza affettiva della fede, si alterneranno pertanto specialisti carmelitani di liturgia (Valéry Bitar), dogmatica (Denis Chardonnens) e antropologia teologica (Christof Betschart), insieme a ospiti: la biblista Nuria Calduch-Benages, la fenomenologa Valentina Gaudiano, l’antropologo culturale Franco La Cecla. Una giornata sulla Sapienza al femminile chiuderà con suor Nicoletta Braus su Edith Stein e suor Maria Manuela Romano su Teresa d’Avila.
Il desiderio e l’auspicio è, infine, che la Settimana possa offrire un barlume di quella Sapienza che, secondo le parole di Leone XIV, «rappresenta il momento della contemplazione e del discernimento e che coinvolge tanta gente comune attraverso i “cenacoli teologici”, dove la teologia diventa preghiera, ascolto e condivisione, aiuta a superare le false immagini di Dio e nutre la vita spirituale». Per questo vi aspettiamo al Teresianum!
È possibile, per chi venisse da fuori Roma, prenotarsi presso la foresteria del Teresianum con possibilità di vitto e alloggio, fino a esaurimento posti (compilando questo form). Le conferenze non verranno trasmesse in streaming.





