TP1451 Diritto Canonico: a) Introduzione; b) Norme generali (Lib. I)

Docente: Prof. Jean-Marie BYENDA SANVURA

 

Giustificazione

Iniziando la trattazione di qualsiasi tematica, soprattutto se complessa ed articolata, è sempre necessario esplicitare –per rigore metodologico (ed onestà intellettuale) – i presupposti di riferimento: in che modo, cioè, la trattazione si colloca all’interno dell’orizzonte più ampio costituito dalla ‘vita’ di ciascuno di noi; ‘dove’ e ‘come’ le nuove nozioni si incontrano e possono ‘innestarsi’ col patrimonio intellettuale e vitale di chi le apprende.

Obiettivi e Contenuti

Sotto il profilo “cognitivo” si raccoglie sostanzialmente il frutto della tradizione ‘scolastica’ fissato nel Concilio Vaticano I (Cost. “Dei Filius”) e riproposta a distanza di un secolo dall’Enciclica “Fides et ratio”; in questa prospettiva il ‘sapere’ risulta strutturato su tre differenti ‘livelli’ cui corrispondono altrettante metodologie di ricerca, specificità di discipline e tipologie di conoscenza.

Lo ‘schema’ proposto dalla Dei Filius e dalla Fides et ratio articola la conoscenza umana secondo due ‘ordini’ (natura e mistero) accessibili rispettivamente attraverso la ragione e la fede; all’ordine ‘naturale’ appartengono le Scienze e la Filosofia, all’ordine del mistero la Teologia. Ai due ‘ordini’ di conoscenza corrispondono anche differenti ‘oggetti’ d’indagine: la realtà creata (ordine di natura) e la Rivelazione (ordine del mistero), l’uomo però si rapporta ad entrambi sempre attraverso la propria ragione. L’oggetto della Teologia, infatti, è il contenuto della Rivelazione biblica accolta per fede come “dato” su cui riflettere per meglio conoscere Dio ed il nostro rapportarci con Lui

Questa distinzione e relazione tra i diversi livelli cognitivi ha il grande vantaggio di tutelare la dignità di ogni singola disciplina (scientifica, filosofica, teologica) esigendo da ciascuna quell’autonomia che, sola, ne può garantire il rigore metodologico e la conseguente correttezza dei risultati; ciò renderà difficoltoso il ‘passare gratuitamente’ da un livello ad una altro della riflessione, smascherando eventuali semplificazioni o mistificazioni.

A ragione questa impostazione risulterà quindi ‘critica’, costringendo a non dare per scontato nessun passaggio dell’argomentare. Il presente “Corso di introduzione al Diritto Canonico” intende collocarsi al ‘livello scientifico’ della conoscenza, cercando semplicemente di proporre una sorta di grande explicatio terminorum, necessaria perché chi si rapporta col Diritto sappia con certezza di cosa si tratta e per quali motivi lo faccia in un determinato modo.

Sotto il profilo antropologico, non essendo mai possibile parlare dell’uomo e dei suoi comportamenti senza averne comunque un’idea di fondo, si accoglie globalmente il frutto della riflessione c.d. ‘personalista ontologica’ che vede l’uomo come una realtà ‘data’ e potenzialmente aperta all’incontro con l’Altro. L’uomo cui ci si riferisce è quello creato ad immagine e somiglianza di Dio ed ‘indebolito’ nelle su ‘capacità’ dal peccato originale; l’uomo cui Dio si è però rivolto personalmente da Abramo in poi per guidarlo ad accogliere, nella ‘pienezza dei tempi’, il dono della nuova-creazione in Cristo. In tal modo i necessari riferimenti alla ‘natura umana’ che interverranno nella trattazione dovranno riferirsi a questa ‘natura’ creaturale-personale-ontologica-relazionale dell’uomo. L’uomo di cui parleremo non sarà un’idea di uomo, né una teoria antropologica, né un semplice ‘essere umano’, ma l’uomo concreto della vita quotidiana di ogni giorno della storia umana passata e presente (ed anche futura). Il diritto ha lo scopo di proteggere e difendere l’uomo come persona e la vita della comunità nella quale vive quest’uomo.

Metodo

Sotto il profilo metodologico, si procederà (come avviene ormai indiscutibilmente anche per discipline del ‘livello teologico’ come la Teologia morale) applicando un metodo induttivo che privilegi il vissuto umano, pur senza assolutizzarlo; a tal proposito è bene tuttavia precisare come per il Diritto sia più adatto il concetto di ‘fenomeno’ che quello di ‘esperienza’ (utilizzato dalla Morale) e come il ‘referente’ privilegiato del ‘vissuto giuridico’ non sia la singola persona ma, quantomeno, un gruppo umano meglio ancora una ‘società’, comunque caratterizzata.

La scelta di un metodo induttivo è obbligata anche dalla necessità di un ‘approccio critico’ alle tematiche, soprattutto fondative del Diritto, affrontate troppo spesso in seno agli ambienti religiosi in modo ‘dogmatico’ e, quindi, deduttivo. L’approccio induttivo permette anche di procedere nello studio della materia mantenendo costantemente un’apertura intellettuale che permetta di sviluppare più percorsi per raggiungere le stesse mete, in una prospettiva interdisciplinare in cui i ‘risultati’ che ogni disciplina consegue applicando il proprio specifico metodo siano confortabili e confrontabili con quelli delle altre discipline, sia dello stesso ‘livello’ che di ‘livelli’ diversi. Anche la scelta di trattare il ‘Diritto in generale’ prima di passare alle specifiche del Diritto canonico va nella direzione di presentare ed illustrare il Diritto canonico come una species dentro ad un genus più ampio ed articolato che possa costituire in modo permanente una valida e necessaria istanza metodologica di controllo e verifica, com’è già avvenuto nei secoli.

Criteri di valutazione

Sono previsti due compiti alla fine di ciascuna parte, che contribuiranno per il 40% alla valutazione complessa. Al termine del corso, è previsto un esame orale composto da tre domande, volto a valutare la comprensione di ogni studente.

Distribuzione del tempo di lavoro

Le prime cinque ore della materia saranno dedicate alla prima parte, cioè l’Introduzione al Diritto Canonico, per fornire una comprensione generale del Diritto ecclesiastico, la sua specificità e il suo ambito di intervento. Le ore successive saranno invece dedicate allo studio delle Norme generali.

Bibliografia

Il libro di base sarà il Codice del Diritto canonico (attualizzato del 2022) in italiano e nelle altre lingue degli studenti (Inglese, France e Spagnolo). E gli altri autori aiuteranno ad entrare meglio nella materia canonistica. A titolo illustrativo:

ARROBA CONDE J. M. (éd.), Manuele di Diritto canonico, Lateran University Press, 2014.

BERLINGò S.- MARTA T., Lezioni di Diritto canonico, G. Giappichelli Ed., Torino, 2008.

BOBBIO N., Teoria della norma giuridica, Giappichelli, Torino, 1958;

BOBBIO N., Teoria generale del diritto, Giappichelli, Torino, 1993.

CORSALE F., Certezze del diritto e crisi di legalità, Giuffré, Milano, 1979.

COTTA S., Giustificazione ed obbligatorietà delle norme, Giuffré, Milano, 1981.

D’AGOSTINO F., Fondazione del diritto, in: Fondazione del diritto. Tipologia e interpretazione della norma canonica, Coll. Quaderni della Mendola, Milano, 2001.

ESTRADA DIAZ J.A.., La Iglesia: ¿institución o carisma? Salamanca, 1984.

FRIEDMAN M.L., Il sistema giuridico nella prospettiva delle scienze sociali, Il Mulino, Bologna, 1987.

GARCIA MARTIN J., Le norme generali nel Codex iuris canonici, Marcianum, Venezia, 2015.

GHERRI P., Canonistica, “scienza sociale”? in: Il Diritto Ecclesiastico, CXI (2000), p. 1093-1103.

GHIRLANDA G., Introduzione al diritto ecclesiale, coll. Introduzione alle discipline teologiche, n. 15, Piemme, Casale Monferrato (AL), 1993.

GRACIA MARTIN J, L’azione missionaria nel Codex Iuris Canonici, Ediurcla, Roma 2005.

MONTAN A. Il diritto nella vita e missione della Chiesa, 1. Introduzione, norme generali, il popolo di Dio, Libri I e II del Codice, coll. Manuali, EDB, Bologna, 2001.

PROVOST J., Strategicizzare l’applicazione della vita all’ordinamento della Chiesa, in: Concilium, XXXII (1996).