{"id":15929,"date":"2019-11-28T22:48:43","date_gmt":"2019-11-28T21:48:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.teresianum.net\/?p=15929"},"modified":"2019-12-27T11:50:06","modified_gmt":"2019-12-27T10:50:06","slug":"pubblicato-il-numero-2-2019-della-rivista-teresianum","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.teresianum.net\/en\/pubblicato-il-numero-2-2019-della-rivista-teresianum\/","title":{"rendered":"Pubblicato il numero 2\/2019 della rivista &#8220;Teresianum&#8221;"},"content":{"rendered":"<p class=\"qtranxs-available-languages-message qtranxs-available-languages-message-en\"> <p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 disponibile da ora il numero 2\/2019 della Rivista Teresianum, espressione della Pontificia Facolt\u00e0 Teologica e del Pontificio Istituto di Spiritualit\u00e0 \u201c<em>Teresianum<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Storia<br \/>\n<\/strong>Settant\u2019anni fa, la rivista <em>Ephemerides Carmeliticae<\/em> fu fondata per promuovere una riflessione approfondita sulla vita e sulla dottrina del Carmelo in seno alla Facolt\u00e0 di Teologia dei santi Teresa di Ges\u00f9 e Giovanni della Croce, che diverr\u00e0 \u201cPontificia\u201d nel 1963 e che prender\u00e0 il nome \u201c<em>Teresianum<\/em>\u201d a partire dal 1982, in occasione del quarto centenario della morte di Teresa. Nello stesso tempo, la rivista adott\u00f2 il nome <em>Teresianum<\/em>, rimasto identico fino ad oggi. In un contesto teologico e culturale assai diverso, la nostra missione rimane ancora quella di manifestare le potenzialit\u00e0 teologiche, particolarmente degli autori carmelitani.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Per acquistare online<br \/>\n<\/strong><a href=\"https:\/\/www.brepolsonline.net\/loi\/ter\">https:\/\/www.brepolsonline.net\/loi\/ter<\/a><br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.edizioniocd.it\/riviste\/teresianum-70-2-2019\">https:\/\/www.edizioniocd.it\/riviste\/teresianum-70-2-2019<\/a>\u00a0\u00a0<\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Dall&#8217;Editoriale<br \/>\n<\/strong>Il congresso internazionale su \u201cMemoria e speranza in san Giovanni della Croce\u201d, di cui pubblichiamo gli atti in questo numero, si \u00e8 te\u00adnuto il 9 e il 10 maggio 2019 al <em>Teresianum<\/em>, Roma. L\u2019internazionalit\u00e0 del congresso \u00e8 facilmente deducibile dal fatto che i conferenzieri proven\u00adgono da sei paesi diversi e offrono i loro contributi in diverse lingue tra le quali spicca l\u2019italiano, ma anche lo spagnolo, l\u2019inglese e il francese. Prima di passare alla presentazione di questi contributi, propongo al\u00adcune risonanze e tre osservazioni sul congresso come tale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli autori si av\u00advicinano alla figura di Giovanni della Croce con le loro competenze multiformi in esegesi e filologia (Secundino Castro S\u00e1nchez, Loretta Frattale), filosofia (Patrizia Manganaro), psicologia (Grazia Petti), teo\u00adlogia (Jean-Baptiste Lecuit, Iain Matthew), spiritualit\u00e0 carmelitana (Juan Antonio Marcos, Emilio Mart\u00ednez, Jes\u00fas Manuel Garc\u00eda e Joseph Spence) e pastorale (Iva Beranek). Certo, Giovanni della Croce si in\u00adteressa alla memoria e alla speranza in primo luogo per aiutare i suoi lettori nella loro vita spirituale. Nonostante questa sua impostazione, l\u2019avvicinamento pluridisciplinare all\u2019insegnamento del mistico carme\u00adlitano consente di cogliere meglio la sua dottrina spirituale sulla base di una prospettiva antropologica da lui non completamente esplicitata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vari autori si chiedono in quali condizioni la dottrina sanjuanista sia praticabile. Prendiamo un esempio dai capitoli del terzo libro della Salita dedicati alla purificazione della memoria: \u00abaffinch\u00e9 la spe\u00adranza sia interamente in Dio, non ci dev\u2019essere nella memoria nulla che non sia Dio\u00bb (3S 11,1). Come comprendere questo e altri simili passi? Un\u2019interpretazione \u201calla lettera\u201d condurrebbe immediatamente a contraddizioni. Basterebbe un\u2019amnesia per arrivare alla speranza teolo\u00adgale piena e la rimozione di eventi (che poi agiranno inconsciamente sulla persona) sarebbe da incoraggiare. Per chiarire le cose, un primo contributo importante \u00e8 quello di non focalizzarsi sulla memoria come archivio di ricordi, ma sulla capacit\u00e0 di ricordarsi e sui ricordi attuali, come gi\u00e0 Andr\u00e9 Bord ha mostrato nel suo libro classico, spesso citato, <em>M\u00e9moire et esp\u00e9rance chez Jean de la Croix<\/em>. Tutti possono fare l\u2019esperienza che certi ricordi ostacolano la vita presente e impediscono il cammino, anzi il volo della speranza. In realt\u00e0, i ricordi attuali pongono delle do\u00admande fondamentali sul nostro rapporto con Dio, con il mondo e con noi stessi: che cosa ci importa nella vita? Quali ricordi riteniamo degni di attenzione? O ancora: i diversi ricordi ci lasciano abbastanza liberi e desiderosi dell\u2019unione con Dio che \u00e8 lo scopo dichiarato di Giovanni? In altri termini ci si chiede se la relazione con le creature ostacoli la realizzazione della nostra vocazione comunionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nelle opere di Giovanni della Croce \u00e8 significativo il fatto che al\u00adcune tematiche siano assenti. In primo luogo, Giovanni non parla molto di un aspetto fondamentale della nostra memoria, cio\u00e8 del perdono. La guarigione della memoria fino in fondo per\u00f2 include anche il perdono. In Giovanni rimane implicito. Ciononostante, la purificazione della me\u00admoria e la corrispondente crescita nella speranza fa entrare nell\u2019unione con Dio e nella sua volont\u00e0 di riconciliazione con le persone umane. In secondo luogo, e in stretta connessione con il perdono, mi riferisco al ricordo e all\u2019oblio delle persone. Si potrebbe dire che la dottrina sanjuanista si applica implicitamente anche a persone umane nella misura in cui anche loro possono ostacolarci pi\u00f9 che incoraggiarci nel cammino. Ma una tale radicalizzazione mal intesa diventa problematica: come vivere concretamente la carit\u00e0 senza ricordarsi delle persone amate? Si dovrebbe perfino dimenticare il Verbo in quanto incarnato e tutto ci\u00f2 che ha fatto per noi? Credo che Giovanni della Croce gi\u00e0 nelle sue opere abbia delle risposte a queste domande e che, se potesse parlare oggi, potrebbe dispiegarne il senso. Ribadisco soltanto che queste do\u00admande aiutano a capire come certi ricordi attuali abbiano e debbano avere importanza per il cammino spirituale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secundino Castro S\u00e0nchez scrive su \u00ab<em>La esperanza sanjnanista, expresi\u00f3n del devenir dram\u00e1tico de la Biblia en pos de la nneva Jerusal\u00e9n<\/em>\u00bb. Nel dialogo con alcuni libri biblici, l\u2019autore mostra che il processo di trasformazione sanjuanista pu\u00f2 essere inteso come una storia della sal\u00advezza. Cos\u00ec, per esempio, la teologia dell\u2019esilio (<em>Noche<\/em>) e la speranza della Gerusalemme nuova (<em>Llama<\/em>) vengono lette nella prospettiva sanjuanista come realizzate gi\u00e0 in questa vita. Da parte sua, Loretta Frattale offre un\u2019interpretazione della famosa poesia \u00ab\u201c<em>Aunque es de noche<\/em>\u201d: esperienza, memoria e speranza della notte nella poesia di san Giovanni della Croce\u00bb. La poesia <em>La fonte<\/em> viene letta come momento sorgivo della notte nella quale si sperimenta la polarit\u00e0 tra memoria e speranza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La parte dedicata alla prospettiva teologica viene aperta con il con\u00adtributo di Jean-Baptiste Lecuit intitolato \u00ab<em>M\u00e9moire de Dieu: oubli de tout? <\/em><em>La purification de la m\u00e9moire par l\u2019esp\u00e9rance \u00e0 la lumi\u00e8re de la pens\u00e9e de Jean de la Croix<\/em>\u00bb. L\u2019autore precisa come la dottrina sanjuanista \u00e8 praticabile, in particolare alla luce di un passo nel quale Giovanni spiega che dob\u00adbiamo ricordarci di tutto ci\u00f2 che le circostanze richiedono (<em>lo que es obligado<\/em>, 3S 15,1). Lecuit fa anche dialogare Giovanni della Croce con le neuroscienze e quella che viene chiamata la memoria del futuro. Cerca inoltre di illuminare una realt\u00e0 non tematizzata da Giovanni, cio\u00e8 la memoria delle persone, in particolare a partire dalle considerazioni sull\u2019umanit\u00e0 di Cristo. Iain Matthew riflette su \u00ab<em>Memory, and Hope in Eternai Life<\/em>. \u201c<em>The memory has changed into eternal apprehensions of glory<\/em>\u201d (2N 4.2)\u00bb. Dio ci ama come siamo e allo stesso tempo come ci\u00f2 che pos\u00adsiamo diventare per grazia nel futuro di Dio. La trasformazione spiri\u00adtuale e dunque anche la purificazione della memoria si pu\u00f2 descrivere come un entrare nella memoria di Dio che ci vede non come prigionieri del passato, ma come capaci di gloria nella comunione con Lui.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella parte spirituale del volume, presentiamo in primo luogo il contributo di Juan Antonio Marcos su \u00ab<em>Olvido y cuidado en la m\u00edstica sanjuanista<\/em>\u00bb. La dottrina sanjuanista sulla memoria viene letta in una duplice direzione apparentemente opposta: da un lato la dimenticanza viene interpretata come un superamento dell\u2019attaccamento ai pensieri e ai ricordi, ma dall\u2019altro viene sottolineata la cura di s\u00e9 e degli altri come accoglienza della vulnerabilit\u00e0 propria e altrui, a immagine del Verbo che ha assunto la nostra fragilit\u00e0. L\u2019articolo di Emilio Mart\u00ednez \u00e8 dedicato al tema \u00abPregare: dal gemito al ricordo. San Giovanni della Croce\u00bb. Con una ricca scelta di testi in tutta l\u2019opera di Giovanni della Croce, la preghiera viene considerata in una prospettiva relazionale, distesa tra il gemito e il ricordo, dove il ricordo amoroso di Dio \u00e8 il frutto della purificazione della memoria. Da parte sua, Jes\u00fas Manuel Garc\u00eda propone il suo contributo su \u00abLa purificazione della memoria nel dittico della Salita e Notte in Giovanni della Croce\u00bb, dove l\u2019autore descrive la purificazione della memoria e la corrispondente pacifica\u00adzione e guarigione della persona come condizioni della vita spirituale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La parte dedicata allo sviluppo psicologico e pastorale si apre con il contributo di Grazia Petti intitolato \u00abIl volo memore e gli altri nomi del desiderio in Giovanni della Croce\u00bb, nel quale la speranza teologale \u00e8 letta in una prospettiva psicologica come espressione del s\u00e9 deside\u00adrante che aspira all\u2019unione divina. Il contributo di Iva Beranek invece si intitola \u00ab<em>St. John of the Cross &#8211; Hope far the Hopeless Places. Healing of Memories and the Places of Conflict<\/em>\u00bb. Offre un\u2019integrazione pastorale della dottrina sanjuanista sulla memoria con uno sguardo spirituale sul processo di guarigione di persone traumatizzate, portando l\u2019esempio dell\u2019Irlanda del Nord.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ultima parte del volume propone due riletture carmelitane di Gio\u00advanni della Croce. La prima viene offerta da Joseph Spence su \u00abUna memoria \u201cvivente\u201d: la rilettura di san Giovanni della Croce da parte di santa Teresa di Lisieux\u00bb e si interessa alla ripresa personale di Giovanni della Croce nella vita e opera di Th\u00e9r\u00e8se di Lisieux a partire da uno studio dottorale. La seconda rilettura \u00e8 redatta da Patrizia Manganare su \u00abFilosofia della mistica. Un approccio fenomenologico\u00bb, nella quale la riflessione sull\u2019esperienza mistica del Santo spagnolo \u00e8 mediata da Edith Stein.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo il 5\u00b0 centenario della nascita di Teresa di Ges\u00f9, sono lieto di offrire questo volume su colui che ha ricevuto tanto da Teresa e che \u00e8 stato il suo accompagnatore. Il tema della memoria e della speranza sembra a prima vista specialistico, ma tocca in realt\u00e0 tutta la vita spi\u00adrituale e sollecita una nuova riflessione sulla polarit\u00e0 tra creatura e Creatore cos\u00ec incisiva nell\u2019opera di Giovanni della Croce.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Estratto indice<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.teresianum.net\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Indice.pdf\">https:\/\/www.teresianum.net\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Indice.pdf<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<hr \/>\n<p>Iscriviti alla nostra newsletter!<\/p>\n<div class=\"widget_wysija_cont shortcode_wysija\"><div id=\"msg-form-wysija-shortcode69debbc6cd692-1\" class=\"wysija-msg ajax\"><\/div><form id=\"form-wysija-shortcode69debbc6cd692-1\" method=\"post\" action=\"#wysija\" class=\"widget_wysija shortcode_wysija\">\n<hr \/>\n<p class=\"wysija-paragraph\">\n    <label>Email <span class=\"wysija-required\">*<\/span><\/label>\n    \n    \t<input type=\"text\" name=\"wysija[user][email]\" class=\"wysija-input validate[required,custom[email]]\" title=\"Email\"  value=\"\" \/>\n    \n    \n    \n    <span class=\"abs-req\">\n        <input type=\"text\" name=\"wysija[user][abs][email]\" class=\"wysija-input validated[abs][email]\" value=\"\" \/>\n    <\/span>\n    \n<\/p>\n\n<span style='text-align:justify; font-family: \"Lato\", -apple-system, BlinkMacSystemFont, \"Segoe UI\", Roboto, \"Helvetica Neue\", Arial, sans-serif, \"Apple Color Emoji\", \"Segoe UI Emoji\", \"Segoe UI Symbol\"; font-size: 8pt; color: #505050;'>Acconsento al trattamento dei dati personali - Informativa resa ai sensi dell\u2019art. 13 del regolamento (ue) n. 2016\/679 disponibile <a href=\"http:\/\/www.teresianum.net\/informativa-privacy-newsletter\/\" target=\"_blank\" >QUI<\/a><\/span>\n\n<p class=\"wysija-paragraph\">\n\t\n\t<input type=\"hidden\" name=\"wysija[field][cf_3]\" value=\"0\" \/>\n    \n    \t<label class=\"wysija-checkbox-label\"><input type=\"checkbox\" class=\"wysija-checkbox validate[required]\" name=\"wysija[field][cf_3]\" value=\"1\"  \/>Acconsento<\/label>\n    \n<\/p>\n\r\n<input class=\"wysija-submit wysija-submit-field\" type=\"submit\" value=\"Iscriviti\" \/>\n\n    <input type=\"hidden\" name=\"form_id\" value=\"1\" \/>\n    <input type=\"hidden\" name=\"action\" value=\"save\" \/>\n    <input type=\"hidden\" name=\"controller\" value=\"subscribers\" \/>\n    <input type=\"hidden\" value=\"1\" name=\"wysija-page\" \/>\n\n    \n        <input type=\"hidden\" name=\"wysija[user_list][list_ids]\" value=\"4\" \/>\n    \n <\/form><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 disponibile da ora il numero 2\/2019 della Rivista Teresianum, espressione della Pontificia Facolt\u00e0 Teologica e del Pontificio Istituto di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":15930,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[17,16],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.teresianum.net\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15929"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.teresianum.net\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.teresianum.net\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.teresianum.net\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.teresianum.net\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=15929"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.teresianum.net\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15929\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":15935,"href":"https:\/\/www.teresianum.net\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15929\/revisions\/15935"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.teresianum.net\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/15930"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.teresianum.net\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=15929"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.teresianum.net\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=15929"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.teresianum.net\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=15929"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}