{"id":10589,"date":"2018-01-11T18:49:08","date_gmt":"2018-01-11T17:49:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.teresianum.net\/?p=10589"},"modified":"2018-12-11T15:13:21","modified_gmt":"2018-12-11T14:13:21","slug":"pubblicato-il-numero-20172-della-rivista-teresianum","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.teresianum.net\/en\/pubblicato-il-numero-20172-della-rivista-teresianum\/","title":{"rendered":"Pubblicato il numero 68(2\/2017) della Rivista &#8220;Teresianum&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">70 anni fa, la rivista\u00a0<em>Ephemerides Carmeliticae<\/em>\u00a0fu fondata per promuovere una riflessione approfondita sulla vita e sulla dottrina del Carmelo in seno alla Facolt\u00e0 di Teologia dei santi Teresa di Ges\u00f9 e Giovanni della Croce, che diverr\u00e0 \u201cPontificia\u201d nel 1963 e che prender\u00e0 il nome \u201cTeresianum\u201d a partire dal 1982, in occasione del quarto centenario della morte di Teresa. Nello stesso tempo, la rivista adott\u00f2 il nome\u00a0<em>Teresianum<\/em>, rimasto identico fino ad oggi. In un contesto teologico e culturale assai diverso, la nostra missione rimane ancora quella di manifestare le potenzialit\u00e0 teologiche, particolarmente degli autori carmelitani.\u00a0<a title=\"Apre la pagina del numero 68 della Rivista\" href=\"https:\/\/www.teresianum.net\/rivista\/ultimo-numero\" target=\"_blank\">Ulteriori informazioni<\/a>&#8230;\u00a0<\/p>\n<h3 class=\"align-right\" style=\"text-align: right;\"><a title=\"Acquistare la rivista\" href=\"http:\/\/www.edizioniocd.it\/riviste\/teresianum-69-1-2018\" target=\"_blank\">Acquista online&#8230;<\/a><\/h3>\n<hr \/>\n<h2>\u00a0<strong>Contenuto del numero\u00a0<\/strong>68(2017\/2)<\/h2>\n<h3>Adrian Attard, ocd, <em>Cristologia e antropologia: nodo fondamentale per l\u2019antropologia teologica <\/em><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">RIASSUNTO: Nella mediazione reciproca tra cristologia e antropologia permane il pericolo di oscillare tra un antropocentrismo riduttivo della cristologia al solo aspetto funzionale e un cristomonismo riduttivo dell\u2019antropologia, per il quale tutto ci\u00f2 che si potrebbe dire sull\u2019uomo lo si sa solo in Cristo, escludente una previa antropologia. Simile difficolt\u00e0 va attribuita alla carenza della prospettiva metafisica, in cui \u00e8 possibile ritrovare il principio che fonderebbe una complementarit\u00e0 tra cristologia e antropologia. La proposta sistematica conclusiva su tale rapporto riguarda una metafisica dell\u2019amore, centrata sul riferimento dell\u2019essere e sulla persona di Cristo, intesa quale persona filiale e perci\u00f2 relazionale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Jean-Baptiste Lecuit, ocd, <em>La nostra salvezza \u00e8 infallibilmente decisa o infinitamente desiderata? Sfida spirituale e pastorale di una questione teologica <\/em><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">RIASSUNTO: La nostra epoca in Occidente \u00e8 segnata da una generalizzata forma di indifferenza alla buona notizia dell\u2019amore di Dio manifestato in Ges\u00f9 Cristo. Essendo il desiderio il contrario dell\u2019indifferenza, si presenta l\u2019opportunit\u00e0, per rispondere al problema da essa costituito, di interrogarsi sulla relazione tra l\u2019essere umano e Dio in quanto questa implica il desiderio di comunione nell\u2019amore. Nel presente articolo la domanda si apre prima di tutto sulla salvezza che Dio ci invita a desiderare, poi sulla stessa salvezza in quanto non solo voluta, ma desiderata da Dio. Mostra come malgrado il parere contrario di Agostino e Tommaso d\u2019Aquino, una corrente ininterrotta di Padri della Chiesa, di mistici e di teologi non ha smesso di riconoscere e annunciare un tale desiderio, in maniera sempre pi\u00f9 insistente. Una volta esposto questo fatto poco conosciuto, ne sono stabiliti il significato e le importanti conseguenze teologiche e spirituali. La tesi principale \u00e8 che la nostra salvezza non sia decisa infallibilmente da Dio, ma sia da Lui infinitamente desiderata. Lo sviluppo porta a proporre piste di riflessione e d\u2019azione concernenti il problema dell\u2019indifferenza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>B\u00e9n\u00e9dicte Bouillot, <em>\u00ab L\u2019Incarnation change tout \u00bb : corps et imago Dei chez Edith Stein. Confrontation avec saint Augustin <\/em><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">R\u00c9SUM\u00c9 : La foi chr\u00e9tienne dans l\u2019incarnation divine et la r\u00e9surrection de la chair vient bouleverser, d\u00e8s les premiers si\u00e8cles de l\u2019\u00e8re chr\u00e9tienne, des repr\u00e9sentations de l\u2019homme largement h\u00e9rit\u00e9es du platonisme et du n\u00e9o-platonisme, qui tendent \u00e0 d\u00e9valuer le corps. Saint Augustin s\u2019emploie ainsi \u00e0 \u00e9laborer une anthropologie qui prenne acte de la dignit\u00e9 du corps, en le consid\u00e9rant non plus comme prison de l\u2019\u00e2me, mais comme constitutif, pour l\u2019\u00e9ternit\u00e9, de l\u2019identit\u00e9 subjective. Pour autant, il ne parvient pas \u00e0 int\u00e9grer v\u00e9ritablement la dimension corporelle dans sa pens\u00e9e de l\u2019imago Trinitatis. Edith Stein quant \u00e0 elle, \u00e0 l\u2019appui de sa ph\u00e9nom\u00e9nologie du corps propre, n\u2019h\u00e9site pas \u00e0 affirmer que la triade corps, \u00e2me et esprit peut \u00eatre envisag\u00e9e comme une unit\u00e9 trinitaire, posant ainsi \u00ab l\u2019humain tout entier \u00bb, et pas seulement l\u2019\u00e2me (mens), comme image de la Trinit\u00e9. Elle prolonge ainsi d\u2019une mani\u00e8re audacieuse la r\u00e9flexion elle-m\u00eame tr\u00e8s audacieuse en son temps du P\u00e8re latin. La confrontation de ces deux pens\u00e9es permet d\u2019affirmer que si \u00ab l\u2019Incarnation change tout \u00bb, comme l\u2019affirme Merleau-Ponty, elle n\u2019a pas \u00e9t\u00e9 pens\u00e9e jusqu\u2019au bout, elle peut et doit l\u2019\u00eatre en effet toujours davantage.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Lukasz Strzy\u017c-Steinert, ocd, <em>Die Analogia-entis- und Bild-Problematik bei Erich Przywara. Mit Blick auf Edith Stein <\/em><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">ZUSAMMENFASSUNG: In ihrem Werk Endliches und ewiges Sein betont Edith Stein den regen Gedankenaustausch mit Erich Przywara, der auf ihre philosophische Fragestellung nach der Konversion eingewirkt hat. Dar\u00fcber hinaus verweist sie auf die \u00dcberschneidungen und Differenzen zwischen ihrer Seinslehre mit Przywaras religionsphilosophischen Hauptwerk Analogia Entis I. Der Artikel zeichnet die Entwicklung und das Grundanliegen von Przywaras Analogielehre, die sich durch die Hervorhebung des Un\u00e4hnlichkeitsmomentes im Verh\u00e4ltnis zwischen Gott und Welt auszeichnet. Vor allem die Konsequenzen der so interpretierten analogia entis f\u00fcr das Bild-Verh\u00e4ltnis zwischen Gott und Welt werden aufgezeigt. Schlie\u00dflich wird Przywaras Deutung von Steins philosophischen Anliegen und ihrer Gestalt aus dem Standpunkt seiner Analogielehre dargestellt, sowie einige Interpretationen seiner Sichtweise vorgeschlagen.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">Valentina Gaudiano, <em>Stein e Hemmerle in dialogo: percorsi di ontologia trinitaria <\/em><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">RIASSUNTO: Il saggio intende analizzare lo sguardo metodologico di Edith Stein nei confronti dell\u2019ontologia per evidenziarne i tratti indicativi di un discorso aperto al ripensamento dell\u2019ontologia stessa in termini trinitari. Il percorso dell\u2019autrice in Essere finito e essere eterno, con particolare attenzione all\u2019analogia entis, evidenzia la relazione tra essere finito e infinito che si esprime in una presenza dell\u2019immagine trinitaria all\u2019interno del creato, pur in forma imperfetta. Solo l\u2019essere umano individuale, in quanto essere spirituale, si avvicina maggiormente alla Trinit\u00e0 e pu\u00f2 fare esperienza di inabitazione della Trinit\u00e0. Klaus Hemmerle diventa allora l\u2019interlocutore che prova a sviluppare tale discorso descrivendo una ontologia che vuol essere dapprincipio trinitaria. Nelle Tesi di Ontologia trinitaria egli delinea i tratti essenziali della medesima, riconducibili primariamente al modello pericoretico della vita intratrinitaria: \u00e8 nel reciproco donarsi delle tre divine Persone, perdendosi a se stesse per far essere le altre, che si esprime l\u2019unitariet\u00e0 dell\u2019essere molteplice. Luogo d\u2019eccellenza per rinvenire questa traccia trinitaria \u00e8 la vita di comunione tra le persone. Si pu\u00f2, allora, dire che l\u2019operazione della Stein pone un tassello inevitabile e irrinunciabile nel mosaico di un\u2019ontologia trinitaria, mentre Hemmerle ha il merito di averla chiaramente tematizzata e ulteriormente sviluppata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">Fabio Iacovacci, <em>Fondamenti per una metafisica dell\u2019amore. Hannah Arendt e Agostino a confronto <\/em><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">RIASSUNTO: L\u2019obiettivo del presente contributo \u00e8 quello di indagare sul significato di alcune categorie, usate da Agostino di Ippona, al fine di far emergere la loro incidenza nella speculazione di una grande pensatrice moderna, quale \u00e8 stata Hannah Arendt. Ci si addentra nelle profondit\u00e0 del pensiero arendtiano attraverso l\u2019analisi di alcuni testi tratti dalla dissertazione dottorale sul concetto d\u2019amore in Agostino (1929). Mediante questo confronto diviene possibile, in particolare, porre in evidenza la profonda relazione che sussiste tra il concetto agostiniano di creaturalit\u00e0 e quello arendtiano di natalit\u00e0 che, per la pensatrice, fonda l\u2019agire etico dell\u2019uomo. In una cornice di spessore antropologico tale relazione viene analizzata gradualmente, procedendo dal piano individuale a quello sociale, e facendo emergere la profondit\u00e0 della teoria arendtiana dell\u2019azione che acquista senso e pienezza nella dimensione comunitaria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">Hugues Didier <em>Le Carmel espagnol et la mystique musulmane. Un th\u00e8me historiographique bien embrouill\u00e9, de \u00c1ngel Ganivet \u00e0 l\u2019Abb\u00e9 Miguel As\u00edn Palacios et au-del\u00e0 <\/em><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">R\u00c9SUM\u00c9 : L\u2019article s\u2019int\u00e9resse surtout \u00e0 deux chercheurs, le pr\u00eatre catholique M. As\u00edn Palacios et la professeure portoricaine L. L\u00f3pez-Baralt, et leur mani\u00e8re de concevoir l\u2019influence de la mystique islamique sur le Carmel espagnol, en particulier sur Th\u00e9r\u00e8se d\u2019Avila et Jean de la Croix. As\u00edn Palacios souligne d\u2019abord l\u2019influence chr\u00e9tienne et n\u00e9o-platonicienne sur l\u2019islam et ses repr\u00e9sentants mystiques (l\u2019islam comme h\u00e9r\u00e9sie chr\u00e9tienne), pour ensuite \u2013 sur cette base \u2013 aborder l\u2019influence islamique sur le Carmel espagnol. L\u00f3pez-Baralt souligne l\u2019influence de la mystique islamique sur Th\u00e9r\u00e8se et Jean de la Croix. Dans son travail \u00e9rudit, L\u00f3pez-Baralt d\u00e9couvre chez Jean de la Croix une rh\u00e9torique s\u00e9mitique qui peut \u00eatre li\u00e9e \u00e0 la fois au Coran, aux trait\u00e9s soufis, mais aussi \u00e0 la Bible et particuli\u00e8rement la traduction de la Bible h\u00e9bra\u00efque par Jer\u00f4me. Cela relativise, selon l\u2019auteur, l\u2019hypoth\u00e8se d\u2019une influence islamique sur le Carmel espagnol.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<h2>Recensioni<\/h2>\n<h3>Studi carmelitani<\/h3>\n<ul>\n<li><em><a href=\"https:\/\/www.teresianum.net\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Ter_68_2017-2_453-454.pdf\" target=\"_blank\">Teresa de Jes\u00fas: patrimonio de la humanidad<\/a><\/em>, 2 vol., a cura di Fco. Javier Sancho Ferm\u00edn, R\u00f3mulo Cuartas Londo\u00f1o, Jerzy Nawojowski, Vol. 1, 646 p.; Vol. 2, 552 p., Monte Carmelo-CITeS, Burgos 2016 (Dobner Cristiana)<\/li>\n<li>Francisco Javier SANCHO FERM\u00cdN (a cura di), <em><a href=\"https:\/\/www.teresianum.net\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Ter_68_2017-2_455-456.pdf\" target=\"_blank\">Teresa de Jes\u00fas en el di\u00e1logo interreligioso<\/a><\/em>, Monte Carmelo, Burgos 2016, 612 p., ISBN 978-84-8353-805-0, \u20ac 25 (Cristiana Dobner, OCD).<\/li>\n<li>Francisco Javier AVIL\u00c9S JIM\u00c9NEZ, <em><a href=\"https:\/\/www.teresianum.net\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Ter_68_2017-2_457.pdf\" target=\"_blank\">Santa Teresa de Jes\u00fas y la inteligencia emocional<\/a><\/em>, Las Diez Ciudades, Albacete 2016, 93 p., ISBN 978-84-9449-570-0, \u20ac 10 (Cristiana Dobner, ocd).<\/li>\n<li>Roberto FORNARA, <a href=\"https:\/\/www.teresianum.net\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Ter_68_2017-2_457-460.pdf\" target=\"_blank\"><em>Abitare il segreto del tuo Volto. Elisabetta e la Trinit\u00e0: \u201cfaccia a faccia nelle tenebre<\/em>\u201d<\/a>, Edizioni OCD, Roma 2016, 288 p.,ISBN 978-88-7229-650-9, \u20ac 16 (Maria Manuela Romano, ocd).<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Teologia spirituale<\/h3>\n<ul>\n<li>Thomas M\u00d6LLENBECK, Ludger SCHULTE (ed.), <em><a href=\"https:\/\/www.teresianum.net\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Ter_68_2017-2_460-463.pdf\" target=\"_blank\">Spiritualit\u00e4t. Auf der Suche nach ihrem Ort in der Theologie<\/a><\/em>, Aschendorff, M\u00fcnster 2017, 312 p.,ISBN 978-3-402-13214-2, \u20ac 29,80 (Christof Betschart, ocd).<\/li>\n<li>Gaetano PICCOLO, Nicolas STEEVES, <em><a href=\"https:\/\/www.teresianum.net\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Ter_68_2017-2_463-464.pdf\" target=\"_blank\">E io ti dico: immagina! L\u2019arte difficile della predicazione<\/a><\/em>, \u00abOrientamenti\u00bb, Citt\u00e0 Nuova, Roma 2017, 142 p. (Betschart Christof).<\/li>\n<li>Giovanni MOIOLI,<em> <a href=\"https:\/\/www.teresianum.net\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Ter_68_2017-2_464-466.pdf\" target=\"_blank\">Preghiera, mistica e liturgia<\/a><\/em>\u00a0(Opera omnia, IV), a cura di Claudio Stercal, Centro ambrosiano, Milano 2017, 368 p. (Valli Annamaria).<\/li>\n<li>Maria Ignazia ANGELINI, <em><a href=\"https:\/\/www.teresianum.net\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Ter_68_2017-2_467-468.pdf\" target=\"_blank\">A regola d\u2019arte, appunti per un cammino spirituale<\/a><\/em>, Collana \u00abPrismi\/Segni, 3\u00bb, Citt\u00e0 Nuova, Roma 2017, 158 p. (Valli Annamaria).<\/li>\n<li>Andr\u00e9 LOUF,<em> <a href=\"https:\/\/www.teresianum.net\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Ter_68_2017-2_469-471.pdf\" target=\"_blank\">Elogio della debolezza. Bernardo di Clairvaux e Teresa di Lisieux<\/a><\/em>, Edizioni OCD, Roma 2016, 122 p. (Garbinetto Luca) \u00a0<\/li>\n<li>Jos\u00e9 TOLENTINO MENDON\u00c7A, <em><a href=\"https:\/\/www.teresianum.net\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Ter_68_2017-2_472-474.pdf\" target=\"_blank\">La mistica dell\u2019istante. Tempo e promessa<\/a><\/em>, Vita e pensiero, Milano 2015, 171 p. (Garbinetto Luca)<\/li>\n<li>Robert CHEAIB, <em><a href=\"https:\/\/www.teresianum.net\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Ter_68_2017-2_474-475.pdf\" target=\"_blank\">Oltre la morte di Dio \u2013 La fede alla prova del dubbio<\/a><\/em>, San Paolo, Cinisello Balsamo 2017, 192 p. (Romano Maria Manuela)<\/li>\n<\/ul>\n<h3>\u00a0<\/h3>\n<h3>Teologia\u00a0<\/h3>\n<ul>\n<li>Emmanuel DURAND, <em><a href=\"https:\/\/www.teresianum.net\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Ter_68_2017-2_476-479.pdf\" target=\"_blank\">L\u2019\u00eatre humain, divin appel. Anthropologie et cr\u00e9ation<\/a><\/em>, \u00abCogitatio fidei, 301\u00bb, Cerf, Paris 2016, 259 p. (Betschart Christof) \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/li>\n<li>Antonio BERGAMO, <em><a href=\"https:\/\/www.teresianum.net\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Ter_68_2017-2_479-481.pdf\" target=\"_blank\">Identit\u00e0 reciprocanti. Figure e ritmica di antropologia trinitaria<\/a><\/em>, \u00abCollana di Teologia\u00bb, Citt\u00e0 Nuova, Roma 2016, 494 p. (Cheaib Robert)<\/li>\n<li>R\u00e9al TREMBLAY, Stefano ZAMBONI (a cura di), <em><a href=\"https:\/\/www.teresianum.net\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Ter_68_2017-2_481-489.pdf\" target=\"_blank\">Fils dans le Fils. Une th\u00e9ologie morale fondamentale<\/a><\/em>, traduction et mise \u00e0 jour par Jules Mimeault, \u00abcoll. Coll\u00e8ge des Bernardins\u00bb, Parole et Silence, Paris 2014, 602 p. (Levillain Armand)<\/li>\n<li>Edoardo SCOGNAMIGLIO, <em><a href=\"https:\/\/www.teresianum.net\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Ter_68_2017-2_489-490.pdf\" target=\"_blank\">Immagini di Ges\u00f9 Cristo nel cristianesimo primitivo<\/a><\/em>, Edizioni San Paolo, Milano 2014, 144 p. (Matthew Iain)<\/li>\n<li>Bernard SESBO\u00dc\u00c9, <em><a href=\"https:\/\/www.teresianum.net\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Ter_68_2017-2_490-493.pdf\">J\u00e9sus. Voici l\u2019homme<\/a><\/em>, \u00c9ditions Salvator, Paris 2016, 186 p. (Bassetti Luca)<\/li>\n<li>Elena BOSETTI \u2013 Franco Giulio BRAMBILLA, <em><a href=\"https:\/\/www.teresianum.net\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Ter_68_2017-2_493-494.pdf\" target=\"_blank\">In carne e ossa<\/a><\/em>, Messaggero di Sant\u2019Antonio, Padova 2016, 97 p. (Attard Adrian)<\/li>\n<\/ul>\n<h3>\u00a0<\/h3>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>70 anni fa, la rivista\u00a0Ephemerides Carmeliticae\u00a0fu fondata per promuovere una riflessione approfondita sulla vita e sulla dottrina del Carmelo in [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":8441,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[17,16],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.teresianum.net\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10589"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.teresianum.net\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.teresianum.net\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.teresianum.net\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.teresianum.net\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=10589"}],"version-history":[{"count":9,"href":"https:\/\/www.teresianum.net\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10589\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13821,"href":"https:\/\/www.teresianum.net\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10589\/revisions\/13821"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.teresianum.net\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/8441"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.teresianum.net\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=10589"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.teresianum.net\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=10589"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.teresianum.net\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=10589"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}