Docente: Prof. Adrian Attard

 

Giustificazione

L’antropologia teologica si avvale di due principi fondamentali: il principio architettonico dell’imago Dei, e quello ermeneutico sull’uomo quale essere culturale e progettualità aperta e illimitata. Sono due principi convergenti che consentono di vedere il disegno di Dio non in contraddizione, ma intrinsecamente congiunto al disegno dell’uomo, risanandolo, arricchendolo e perfezionandolo. La progressiva diffusione della dicitura “antropologia teologica” nella manualistica postconciliare nasconde molteplicità di intenti e proposte sistematiche diversamente strutturate. Pertanto, è necessario dichiarare i principi istitutivi che orientano il discorso cristiano sull’uomo verso una sintesi unitaria. Il seminario intende raggiungere tale scopo ricollegandosi alla produzione teologica nella quale il discorso sull’uomo era tradizionalmente disseminato. Solo attraverso una critica puntuale e interna agli orientamenti espressi nei manuali approdati al rinnovamento postconciliare, è possibile un reale superamento dei limiti riscontrabili in essi.

Obiettivi

Introdurre gli studenti 1) a metodi, temi e figure nella disciplina dell’antropologia teologica; e 2) alla dinamica della riflessione teologica per appropriare criticamente la tradizione cristiana nel contesto contemporaneo.

Contenuti

  1. Un’ampia rassegna della storia dell’antropologia teologica, seguendone i suoi sviluppi attraverso il lavoro di teologi moderni e contemporanei (quali P. Tillich, D. Bonhoeffer, J.-A.T. Robinson, H. Cox, J. Moltmann, R. Guardini, R. Niebuhr, P. Teilhard de Chardin, K. Rahner, H. De Lubac, W. Pannenberg, H.U. von Balthasar, O.H. Pesch, Giovanni Paolo II) nella loro apprezzabile rivisitazione dei classici temi propri della visione cristiana sull’uomo (esperienza umana, grazia, libertà, peccato, giustificazione, escatologia);
  2. Affrontare alcuni lavori di reinterpretazione dell’antropologia teologica: quello inerente la questione del gender (nelle opere di V. Saiving, M.C. Hilkert, e M.S. Copeland) e la «teoria mimetica» di R. Girard, appropriata da J. Alison, per la comprensione del dinamismo nel desiderio umano e la rivalutazione della dottrina sul peccato originale.

 Metodo e valutazione

Analisi critica di vari testi, valutazione e riflessione personale e di gruppo, presentazione orale e sintesi che orienti la prassi. Lo studente sarà valutato in base alla partecipazione alle discussioni (20%), alla presentazione orale in classe (30%) e al lavoro scritto finale (50%).

 Bibliografia

  • R. GIBELLINI, La teologia del XX secolo, Brescia 20076.
  • P. TILLICH, Teologia sistematica, I: Religione e rivelazione. L’essere e Dio, Torino 1996.
  • J. MOLTMANN, Teologia della speranza: ricerche sui fondamenti e sulle implicazioni di una escatologia cristiana, Brescia 1970.
  • M. S. COPELAND, Enfleshing Freedom: Body, Race, and Being, Minneapolis 2010.
  • J. ALISON, The Joy of Being Wrong: Original Sin Through Easter Eyes, New York 1998.
  • R. GIRARD, La violence et le sacré (1972), [trad. it.: La violenza e il sacro, O. FATICA – E. CZERKL, edd., Milano 1980].