Pubblicato il numero 69 (2/2018) della rivista Teresianum

È disponibile il numero 69 (2/2018) della Rivista Teresianum, espressione della Pontificia Facoltà Teologica e del Pontificio Istituto di Spiritualità “Teresianum”.  

Storia 
Settant’anni fa, la rivista Ephemerides Carmeliticae fu fondata per promuovere una riflessione approfondita sulla vita e sulla dottrina del Carmelo in seno alla Facoltà di Teologia dei santi Teresa di Gesù e Giovanni della Croce, che diverrà “Pontificia” nel 1963 e che prenderà il nome “Teresianum” a partire dal 1982, in occasione del quarto centenario della morte di Teresa. Nello stesso tempo, la rivista adottò il nome Teresianum, rimasto identico fino ad oggi. In un contesto teologico e culturale assai diverso, la nostra missione rimane ancora quella di manifestare le potenzialità teologiche, particolarmente degli autori carmelitani.

 

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 Contenuto del numero 69 (2/2018)

I sei articoli di questo secondo numero del 2018 manifestano diversamente la costante interazione tra teologia spirituale e antropologia teologica. Questa in­terazione è ovvia nell’articolo di Jean-Baptiste Lecuit su «Le lien para­doxal entre connaissance de soi et relation à Dieu. Actualité du “socra­tisme chrétien”». Il rapporto tra conoscenza di sé e relazione con Dio, pur essendo paradossale, è essenziale per la crescita nella vita spiri­tuale. Se Teresa di Gesù e Giovanni della Croce ricevono un posto pri­vilegiato, un apporto dello studio è di ampliare la prospettiva ad altri autori come Agostino, Bernardo e Pascal che vengono trattati nella pro­spettiva del “socratismo cristiano”. Proponiamo inoltre il contributo della carmelitana Jo Robson su «Albert, Jerome and Crusader Monks: Exploring the Military Imagery of the Formula of Life». L’autrice pro­pone di leggere la metafora dell’armatura di Dio (Ef 6), presente nella formula di vita data dal patriarca Alberto di Gerusalemme ai Carmeli­tani, a partire da una possibile fonte, la lettera a Rusticus di Girolamo. Approfondisce come la metafora militare, presa dall’orizzonte esisten­ziale dei primi Carmelitani, viene trasposta e riorientata nella nuova vita dei fratelli eremiti.
Presentiamo due articoli in lingua italiana di due professori che operano in due Università Pontificie a Roma, rispettivamente la La­teranense e l’Urbaniana. «L’antropologia duale come imago Dei» è il titolo scelto da Angela Ales Bello per il suo contributo. L’antropologia duale di Edith Stein viene inserita nella genesi del movimento fem­minista senza cadere nell’estremo di una differenza sessuale interpre­tata come rigido essenzialismo. Un secondo contributo di Aldo Skoda su «Una storia di identità rivelata e rivelante di Dio. Come costruire una pastorale delle migrazioni alla luce dell’antropologia cristiana» propone un pensiero sull’ospitalità, l’accoglienza e l’integrazione dei migranti a partire da una lettura biblica e antropologica. Nel nostro tempo segnato dal fenomeno delle migrazioni si aspetta una riflessione su come la fede giudeo-cristiana si concretizza in atteggiamenti.
Due articoli in lingua tedesca concludono il volume. Facciamo me­moria delle intuizioni di Romano Guardini nel 50° anniversario della sua morte con il contributo di Hanna-Barbara Gerl-Falkovitz «“Das un­geheuere Wagnis des abendländischen Lebens und Schaffens”. Europa im Blick Guardinis». La visione dell’Europa in Guardini si fonda sia sulla doppia appartenenza al mondo mediterraneo e nordico, sia sul tempo di crisi nel quale il suo pensiero si è elaborato. Seguendo le orme dell’autore si può chiedere come valorizzare nell’Europa odierna l’uni­cità e la libertà della persona, visto che questa prospettiva zampilla da una fonte cristiana, il volto di Cristo. Nell’ultimo contributo, Regina Willi presenta la sua lettura biblico-spirituale della vocazione del pro­feta Geremia: «“… dann darfst du mir wieder Mund sein” (Jer 15,19). Das Reifen des Propheten Jeremia an seiner Berufung». Il profeta dei popoli vive la sua vocazione nella persecuzione e nella solitudine. La sua lotta personale e con il Signore come anche le sue lamentele fanno parte del processo di maturazione nella sua vocazione.

PDF Editoriale


ARTICOLI

Jean-Baptiste Lecuit, OCD, Le lien paradoxal entre connaissance de soi et relation à Dieu. Actualité du «socratisme chrétien».

RÉSUMÉ : Malgré les apparences, le progrès dans la connaissance de soi ne contredit pas l’approfondissement de la relation à Dieu, mais le favorise. Après avoir montré cela, l’auteur expose la nature et les conditions de la connaissance de soi selon le « socratisme chrétien » des auteurs qui, d’Origène à Pascal, ont fait leur le fameux précepte : « connais-toi toi-même ». Une attention particulière est portée à l’enseignement de Thérèse d’Avila et Jean de la Croix sur le lien paradoxal entre connaissance de soi et relation à Dieu. Dans la troisième et plus longue partie, l’auteur évoque l’expérience de ce lien, en considérant successivement la connais­sance de soi comme marqué par le mal, la connaissance de l’autre en soi (Dieu, ou l’inconscient neuro-psychique ?), et la connaissance du bien en soi, source de connaissance de Dieu : à la lumière de la foi, l’expérience de soi comme vivant, croyant, et aimé se transforme en connaissance de Dieu comme intérieur, aimant, désirant, et source d’amour.

 

Jo Robson, ocd, Albert, Jerome and Crusader Monks: Exploring the Military Imagery of the Formula of Life

ABSTRACT: The extended use of the spiritual armour image is a distinctive feature of St Albert’s Formula of Life, and the inspiration and motives for this aspect of his text remain unclear. It has previously been proposed that better understanding of both the patristic sources for Albert’s biblical citations, and of the Carmelites’ historical and geographical origins, are key entry points for understanding the For­mula. Taking up these suggestions, this study explores the role of St Jerome’s letter to Rusticus in proposing the military theme to Albert, and suggests that the context of crusader spirituality made the image a useful tool for addressing the particular needs of the new Carmelites via images and themes significant to them from their former way of life.

 

Aldo Skoda, cs, Una storia di identità rivelata e rivelante di Dio. Come costruire una pastorale delle migrazioni alla luce dell’antropologia cristiana

RIASSUNTO: Le migrazioni umane hanno da sempre segnato la storia ma oggi più che mai, grazie anche alla globalizzazione, sono diventate il centro dell’interesse politico, sociale, economico, culturale e persino religioso. L’intento di questo articolo è quello di focalizzare l’attenzione sulle dinamiche e sui protagonisti di questo stesso processo, i migranti, sotto la prospettiva dell’antropologia cristiana attraverso alcune coordinate bibliche come l’accoglienza e l’ospitalità, con l’intento di presentare alcuni elementi fondamentali per l’agire concreto pastorale.

 

Angela Ales Bello, L’antropologia duale come imago Dei

RIASSUNTO: L’articolo inizia con un commento all’incontro di Gesù con la Sama­ritana (Gv 4) in cui appare chiaramente il ruolo che Egli assegna alla donna, ruolo riconosciuto dopo lunghi secoli da Giovanni Paolo II nella sua Lettera Apostolica Mulieris dignitatem. In verità, l’atteggiamento di Gesù non era sfuggito alle donne appartenenti alle prime comunità calviniste che danno l’avvio al movimento fem­minista. Si descrivono brevemente i momenti di diffusione del femminismo fino a giungere al Novecento, secolo nel quale Edith Stein, filosofa cristiana, affronta la questione femminile proponendo l’antropologia duale. Questa può essere consi­derata la chiave interpretativa per valutare le più recenti prese di posizione della gender theory e della queer theory.

 

Hanna-Barbara Gerl-Falkovitz, «Das ungeheuere Wagnis des abendländischen Lebens und Schaffens». Europa im Blick Guardinis

ZUSAMMENFASSUNG: Romano Guardini ist Europäer und muß es sein, schon durch die Zugehörigkeit zu zwei Kulturkreisen: dem mediterranen und dem nördlichen. Doch gründet sein Blick auf Europa nicht allein in der not-wendenden Antwort auf die persönliche Lebensfrage, wozu er denn gehöre. Sein Blick gründet tiefer in einem Erfassen des Besonderen, nicht Vergleichbaren, das Europa heißt. Da dieses Erfassen unter Bedrängnis, gleichsam mit Einsatz von Blut und Leben geschah, geht es in eine Tiefe, die auch heute weithin überzeugen kann. Das Verhältnis von Norden und Süden, von Deutschland und Frankreich, von Antike und Gegenwart hat er im Laufe seines Lebens und Schreibens zu durchdringen versucht. Die besondere und gefährdete Leistung Europas sieht er im Anruf zur Einzigkeit und Freiheit jeder Person. Diese Bestimmungen gehen allerdings nicht von einem unscharfen Humanismus, sondern vom Antlitz Christi aus.

 

Regina Willi, «… dann darfst du mir wieder Mund sein» (Jer 15,19). Das Reifen des Propheten Jeremia an seiner Berufung

ZUSAMMENFASSUNG: Die Berufung zum Propheten für die Völker scheint für Jeremia eine Überforderung darzustellen. Gottes Zusage seiner Gegenwart und Hilfe gehört aber ebenso grundlegend zur Berufung. Und wahrlich: Jeremias Erfahrung mit Gottes Sendung trägt ihm von allen Seiten Ablehnung, Verfolgung und Einsamkeit ein. Die zweite Konfession (15,10-18) gehört zu den ergreifendsten Klagen des Buches. Jeremia fühlt sich wie ein unheilbar Kranker, dem auch noch die letzte Hoffnung schwindet: Gott selber. Er vergleicht den Herrn mit einem «heimtückischen Bach», mit einem «nicht zuverlässigen Wasser». Damit verkennt er Gottes Wesen und stellt Gottes Treue, auf welcher der Glaube Israels gründet, radikal in Frage. Gottes Antwort darauf beinhaltet eine nachdrückliche Zusage seiner Nähe für den Propheten und die Bestätigung seiner Sendung, wenn dieser bereit ist, umzukehren und aufrichtig zu reden. Jeremias Leiden gewährt Einblick in das persönliche Erleben und Ringen eines Gesandten Gottes, und sein Reifen an seiner Berufung.

 

Recensioni

Teologia spirituale

  • Secundino Castro, La mística de Teresa de Jesús (Emilio José Martínez González, ocd)
  • Gianfranco Ravasi, Spiritualità e Bibbia (Giovanni Chifari)
  • Leonora Ramirez de Montalvo, Gloria alla Santissima Trinità II. Preghiere, laudi, poemi e istruzioni sulla Vergine Maria, Madre di Dio, Immacolata (Chiara Vasciaveo)
  • Chiara Vasciaveo, S. Maria Maddalena de’ Pazzi. Revelatione e intelligentie, (Maria Manuela Romano, ocd)

 

Teologia

  • Emmanuel Durand, Jésus contemporain. Christologie brève et actuelle (Denis Chardonnens, ocd)
  • Pier Paolo Donati, Antonio Malo, Giulio Maspero (edd.), La vita come relazione. Un dialogo fra teologia, filosofia e scienze sociali (Adrian Attard, ocd)
  • Cristiano Massimo Parisi, «In modo acerbo e sommario». Attualità della proposta teologica di Dietrich Bonhoeffer (Fabio Iacovacci)
  • Pierangelo Sequeri, La cruna dell’ego. Uscire dal monoteismo del sé, «Transizioni, 53» (Luca Bassetti)
  • Cristiana Dobner, Volti di fuoco. Matriarche, Profetesse, Benedette… Mirjam di Nazareth (Federico Giuntoli)
  • Marcello Bordoni, Gesù di Nazaret Signore e Cristo. Saggio di cristologia sistematica. 1 Problemi di Metodo (Giovanni Chifari)
  • Giuseppe Angelini, La libertà a rischio. Le idee moderne e le radici bibliche (Giovanni Chifari)
  • Giovanni Salmeri, Il bellissimo niente che l’uomo può fare (Damiano Bondi)
  • Luca Garbinetto, Serena Noceti, Diaconato e diaconia. Per essere corresponsabili nella Chiesa (Maria Manuela Romano, ocd)
  • Xavier Lacroix, Avons-nous encore une âme? (Christof Betschart, ocd)

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