Docente: Prof. GIUSEPPE MARIANO ROGGIA

 

Giustificazione

Il corso sull’Accompagnamento Vocazionale Personale intende essere una iniziazione teorica e pratica alla formazione e all’abilitazione per tutti coloro che, a vario titolo, hanno la missione di accompagnare giovani e meno giovani a scoprire la loro vocazione, qualunque essa sia (laicale, consacrata, ministeriale ordinata), ad accoglierla e a seguirla, al fine di realizzare se stessi e la propria missione sulla terra. Oggi, nell’ambiente secolarizzato e pluralista nel quale viviamo, c’è grande scarsità, sia nella Chiesa che nella società, di guide e accompagnatori lungo i sentieri dell’esistenza, che aiutino a trovare un senso del proprio vivere e a orientare il proprio ciclo vitale, per non disperderlo in cose inutili o dannose. D’altra parte, tutti, soprattutto i giovani, avvertono un intenso bisogno di luce e di orientamento, che deve condurre allo sviluppo umano integrale e per i credenti ha come fine quello di raggiungere la pienezza del battesimo.

Destinatari

Direttori spirituali, Confessori, Animatori vocazionali di Seminari e Istituti di Vita Consacrata, Formatori/trici delle varie fasi della formazione iniziale e di quella permanente, tutti coloro che sono interessati al discorso vocazionale.

Obiettivi

A) Aiutare Responsabili, Formatori, Candidati alla mansione di Accompagnatori Vocazionali a prepararsi, aggiornarsi, migliorare e diventare competenti.
B) Offrire materiale per riflettere su situazioni, progetti, programmi, piani e metodi di azione,…

Contenuti

Campo ed oggetto del nostro studio e della nostra ricerca non sono ordini di idee, questioni teoriche o dottrinali, buoni consigli, semplice scambio di esperienze,… Sono la realtà di una sequenza di fatti ben visibili, che variamente   si   presentano  come valori  di  vita; che  pongono  problemi  (presentando situazioni, interrogativi, difficoltà, prospettive)  e sollecitano soluzioni.

Motivazioni  e metodo

Esistono essenzialmente quattro metodologie di riconoscimento e di conseguimento di un’abilitazione  in una particolare disciplina:
– riconoscimento “honoris causam” = abilitazione per meriti acquisiti sulla materia;
– corso per corrispondenza o a distanza  =  abilitazione autodidatta utilizzando libri o altri sussidi utili o segnalati da persona competente;
– corso cattedratico = il più diffuso ancora attualmente; consiste nello studio delle dispense o libri del professore che fa scuola. Qui il protagonista è il docente; lo studente è piuttosto passivo ed esecutore;
– corso attivo = si tratta di un metodo molto attivo ancora poco diffuso negli atenei e centri di studio.
Qui il protagonista è lo studente, il quale si abilita costruendo in prima persona il libro/dispensa del corso. È il metodo più esigente ma, certo, anche il più costruttivo. La disciplina che costituisce il nostro argomento si presta particolarmente all’attivazione del metodo appena accennato. Infatti, non si tratta di una scienza esatta ma una disciplina in continua trasformazione ed evoluzione, soprattutto in quest’epoca. C’è da aggiungere, inoltre,  che i destinatari studenti (formatori o candidati al servizio della formazione) con la ricchezza di esperienza, transculturale ed intercongregazionale, insieme alle conoscenze teoriche, hanno bisogno soprattutto di acquisire una buona capacità di sintesi tra i vari apporti che costituiscono oggi la formazione (teoria, rilevamento della situazione, progettazione e verifiche pratiche, prospettive di futuro, …). Cosa che particolarmente il metodo in questione favorisce.

Criteri di valutazione

Lo studente sarà valutato prendendo in considerazione: la capacità di composizione personale del portfolio delle lezioni, la capacità di intervento in classe attorno alle problematiche proposte e la capacità di lettura critica di uno o più testi di approfondimento proposti. L’esame finale sarà orale.